Salta al contenuto

A modo suo

Lei lo amava a modo suo.
A modo suo era il suo stile di vita.
Lei le regole le stravolgeva, lei sentiva.
Era istintiva, annusava la vita come quando si fermava davanti ad un cespuglio di fiori di campo. Si fermava e si chinava, con la delicatezza che si deve ad un fiore e ne sentiva l’afrore. Sentiva il battito delle creature, il fruscio dei pensieri, il fluire delle sensazioni. Lei lo amava a modo suo, sentiva il suo essere né percepiva i movimenti. Lei si lasciava circondare da quell’amore, a tratti distante, lontano ma presente. Lui palpava il mondo, con le mani aperte, era terreno, era concreto. Senza troppa fantasia diceva lei,che aveva ali di farfalla .
Lui non conosceva le favole, il mondo delle fate e non sapeva volare alto senza salire a bordo di un aereo. Ma con lei volava, la prendeva tra le braccia, ma la sentiva distante. Lei era nel suo mondo, quello rivestito da coltri di tenerezza e lui la tirava giù, sulla nuda terra, a sentire il freddo della brina, a stendersi sul prato ancora umido della notte. E su quel verde letto lei si accostava al mondo fatto di occhi, di bocche, di mani , fatto di desiderio. E poi si amavano a modo loro, quello fantastico, quello della mente che si unisce al corpo e ne gioisce nell’incontro. Loro si detestavano. Si, c’erano giornate di tempesta, di porte serrate, di spalle girate . Erano i loro mostri interiori che spingevano ai cancelli chiusi. Volevano forzare le prigioni della mente e possederla, ruggivano, infuriati e affamati. Poi il vento calmava la sua furia e loro si arrendevano a loro stessi. Era pace, era tranquilla volontà. Si cercavano quasi timorosi, si chiudevano tra loro per ritrovarsi. Ogni volta dopo la burrasca.

Pubblicato inAmore

Commenta per primo