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Agosto

Con i libri sotto braccio, accaldato passo davanti a quel cancello con i fiori viola rampicanti . Guardo la villa e i suoi balconcini di pietra, le imposte chiuse su quel mondo che non esiste più. L’avevo incontrata e conosciuta in quel salotto col divano antico, i quadri degli antenati e le tende verdi di broccato. Ero seduto accanto a lei che mi accarezzava i capelli e poi la sua mano dolce, ma ferma andava lentamente giù. Ho sentito il suo profumo forte su di me e i suoi si. Quel giorno di agosto fu tutto un lungo pomeriggio. Mi svegliò con una tazza di tè e i pasticcini.Vorrei ritornare a quel giorno, alla villa bianca con le luci accese,alla signora allo specchio che si spoglia per me. Lei donna quarantenne ed io un ragazzo spaventato dal suo piacere, rivivrei adesso quei momenti , la sua avida bocca la cercherei ancora e ora saprei cosa fare.Dopo i compiti lei mi aspettava, ora non so più dov’è, non torna più quel tempo perduto di amore e paura, quel sapore vero di vita.

Pubblicato inAmore

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