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Alba

Questa notte mi sono inventato il mare,
per un amico, mi sono inventato la luna
luna taciturna, sollevata come d’incanto dall’acqua.
Mi sono inventato un porto lontano
per aspettarlo, per vederlo arrivare dal buio
con l’odore di brezze leggere, mute.

Canto per te, amico mio, questo silenzio.
Un canto che copra i tuoi occhi,
per farli riposare, perché non vedano il male
e nella cecità tu possa dimenticare il dolore.
Quel dolore che il giorno, cattivo,
sbatte ogni volta nei nostri cuori

Canto per te, amico mio, in questa notte.
Notte bugiarda, di mare in tempesta
che non vuole dormire e risveglia paure.
Un mare senza più sabbia per i nostri castelli,
un mare di malinconie, per una vita
che ha imbrogliato le carte e scivola via.

Canto la ferocia, la cattiveria, la speranza
di questa vita che mi scappa di mano,
mi scivola addosso e svanisce,
come scintille di fuochi
che si spengono, lentamente, nell’alba,
senza lasciare segni, ricordi.

Vorrei regalarti un’alba, in riva al mare
con il fuoco del sole a riscaldare il cuore
un’alba che non ci trovi muti
ma scelga per noi parole giuste, cercando pace,
quella pace che adesso urta contro il caos,
il caos che mi porto dentro e….. mi porta via.

Pubblicato inPoesia

1 commento

  1. Angela Scaglione Angela Scaglione

    Si, amico che canti il mare, il caos ci porta via, ci scava sotto i piedi, ci toglie ogni certezza. Ci scopriamo fragili e disillusi. Alcuni non l’ammettono e altri soccombono ma, avere amici che, magari, scrivono una poesia come la tua, fanno sperare in un mondo migliore che si avvicina. Chissà…

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