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ALISON

CONCORSO LETTERARIO QUESTO NATALE 2020

Regolamento. Al termine della lettura della storia, puoi lasciare il tuo giudizio. Vince la storia che riceve più Like. Il concorso termina il giorno di Natale. Il vincitore sarà proclamato il 26 e riceverà in dono tre libri degli autori del Blog

§§ §§

 

“Molte cose che vedi da bambino rimangono con te
e passi gran parte della tua vita cercando di riconquistarle”.
Tim Burton, ideatore e produttore di Nightmare Before Christmas

Allora provo a pensare alle cose viste da bambino nel tentativo di “riconquistarle”.
Niente, o quasi.
Mi sforzo: angosce familiari, riti religiosi e tradizioni profane. Felicità e amore, rabbia, rancore e sensazioni sfilacciate.
Ma è tutto sbiadito, sfuocato, niente di significativo e universale.
In quest’anno terribile, forse perché sono andato costantemente a caccia di parole, di tutte le parole possibili, scritte, suonate, recitate, disegnate, sognate, il ricordo più vivo che ho di Natale è il ricordo di Alison.
Che non ho conosciuto e non conoscerò probabilmente mai, so solo che si chiama così.
È il 23 dicembre di cinque anni fa, alle 7.15 sono seduto nel treno regionale che mi porta da qualche anno al lavoro, in un piccolo paese della Bassa Padovana.
Appena fuori dalla stazione centrale il trenino è inghiottito dalla nebbia, un bianco schiacciante che mi avvilisce.
Per farmi coraggio e vincere il freddo registro mentalmente tutti i discorsi dei pochi che mi circondano e mi sembra di assorbire ogni movimento che proviene dall’esterno:
“… Qual è il referto, hai pagato tu la visita…?”
“… Hai visto anche tu il sangue sull’ultimo gradino dell’atrio e i vetri verdi rotti…?”
“… No, spostiamo la riunione, non so quando arrivo …”
Piccoli pachistani in ciabatte, già stanchissimi, diretti a qualche azienda agricola del luogo, salgono in fretta a testa bassa reggendo in mano scatolette di plastica con il pranzo.
Fuori dal finestrino la nebbia non dà tregua, sembra che si impigli sotto le rotaie allentando la corsa.
Faccio in tempo a vedere il vecchio in bicicletta, sempre lo stesso ogni mattina. Fermo al binario 1 della penultima stazione del mio viaggio, che saluta il treno.
Poi uno squarcio rosso nella fuliggine umida fuori al finestrino, una scritta su un muro vicino alle rotaie: “Buon Natale Alison, ti amo sempre”.
Pennellate decise, forti e spigolose su una superficie giallastra, scrostata.
Penso che lui e lei probabilmente non sono più insieme; penso che lui vorrebbe che lei vedesse la scritta; penso che lei passi con il treno davanti a quel muro, magari il mio stesso treno; penso che lei si commuova quando vedrà la scritta, come mi sto commuovendo io.
Buon Natale Alison.

Pubblicato inGenerale

3 Commenti

  1. Antonio Salzano Antonio Salzano

    Anche io su quel treno, per poco, il tempo della lettura
    Ne sono sceso serbando nella memoria quella scritta che è più di un insieme di caratteri scritti con il cuore.

  2. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    La tua capacità di scrittura conduce il lettore nella storia e lo fa diventare testimone presente e vivo dello svolgersi degli eventi.
    Hai lasciato in lontananza un’infanzia complicata e sei andato a prendere un ricordo di un passato lavorativo da poco alle tue spalle. Una cosa semplice e molto romantica: una scritta che squarcia la nebbia e forse, per un attimo, anche il tuo cuore.

  3. aleranieri aleranieri

    Coinvolgente, struggente e capace di trasmettere emozioni e sensazioni. Complimenti Ernesto

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