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Amarti

Non conosco altra ragione di amarti
Che amarti.
Passavo quel giorno in una strada, era una giornata calda di primavera e quella via era inondata di sole. Le finestre aperte con gli scuri accostati, mandavano giù canzoni allegre ed io che allegro non ero mi sentii d’un tratto risollevato. E così alleggerito il cuore cominciai a guadare verso quelle finestre ed in una ad un tratto vidi affacciarsi una donna vestita di bianco e dai capelli neri. Lei mi guardò proprio mentre io la guardavo . Fu un attimo, la finestra si chiuse con uno scatto secco che mi fece scuotere da quell’incanto. Mi sembrò per un momento di aver sognato, ma poi sentiii una risata alle mie spalle e un correre di tre ragazze che mi superarono parlando a voce alta tra loro. Una di loro era quella della finestra, aveva lunghi capelli neri e un vestito bianco. Mi venne naturale mettermi a correre dietro a loro, anche se quelle avevano un passo lungo ed io a fatica quasi le raggiunsi. Erano giunte ad un portone che aprirono e sparirono dentro. Decisi non so come ne’ perché di aspettare lì in strada, convinto che prima o poi sarebbero uscite. La verità è che io mi ero già invaghito della bruna ed ero sicuro anche che si chiamasse Bruna. Dalla finestra al primo piano aperta per il caldo, si udiva un suono di pianoforte e voci di ragazze che cantavano. Ora mi convinsi che le cantanti erano Bruna e le sue amiche. Nell’attesa che si protraeva, cominciai a passeggiare su e giù per la strada, mentre passavano le ore e il sole calava. Ad un certo punto sentii il portone che si apriva e uscirono le sue amiche, dopo veniva Bruna. Erano allegre come prima e parlavano animatamente. Decisi di seguirle. Durante quel tempo, le sue amiche presero altre strade, mentre Bruna si attardava a guardare i negozi. Si fermò davanti ad una vetrina di dischi. Con un balzo le fui vicino: Ti ho sentita cantare…che bella voce! Lei mi guardò sorpresa e disse: Ma io suono il pianoforte! Bravissima! Ho pensato che cantassi anche! Mi guardò sospettosa : Ma lei chi è? Oh….Scusi mi chiamo Giorgio e lei? Bianca. Si chiamava Bianca , beh ci ero andato vicino. Ecco lei era Bruna di capelli e aveva la pelle candida , mentre io mi ero perso in quelle strade, tra le musiche al pianoforte e quegli occhi suoi puntati contro. L’accompagnai a casa che ero già innamorato, in testa un frullato di pensieri, mi sentivo un po’ pazzo e molto felice. Sbagliai ancora strada nel rincasare, ma di lei ormai sapevo dove potevo ritrovarla.

Pubblicato inAmore

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