Salta al contenuto

Amore al telefono

C’è stato un tempo, non molto lontano in cui il telefono si trovava in casa, a volte appeso al muro in corridoio di colore nero e con un disco da far girare con un dito per comporre il numero. A volte il telefono aveva posto in sala da pranzo, poggiato su un mobile. Sì aspettava la telefonata all’orario accordato , l’ansia saliva ad ogni minuto che passava, a volte telefonava un’altra persona e si cominciava a scalpitare, se l’interlocutore ci metteva troppo tempo. Al telefono si poteva stare poco, il tempo necessario perché si affacciava la mamma facendo segno sull’orologio oppure ricordando che doveva telefonare anche lei. Ma poi c’erano le telefonate importanti, segrete e a porte chiuse. Serrati in camera con la prolunga che come un serpente bianco attraversava il corridoio partendo dal telefono grigio posto su un tavolino tra la rubrica e le penne. La prolunga finiva in camera tra le coperte e le lenzuola si parlava a voce sommessa, per ore e ore. Si amavano quelle conversazioni come si amava quella persona per cui perdevamo il sonno, si litigava anche furiosamente, anche per piccole inutili sciocchezze. Si faceva la pace il giorno dopo, a volte, semplicemente guardandosi negli occhi.

Pubblicato inAmore

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *