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Amore assoluto

Era così innamorato che si dimenticava di vivere.
Preso da quell’amore totalizzante che vince il dolore perché ti porta in una dimensione sovraumana. Dove la normalità dei sentimenti non esiste.
Dove non esiste gelosia o possesso, dove il bene e la felicità della persona amata sono l’unico fine, il solo faro nelle notti buie.
Solo il dare senza chiedere o ricevere nulla in cambio.
Avere nel cuore quell’unico volto, scolpito nel dna. fra le molteplici passioni vissute, l’unica che non si era consumata davvero era la sola per la quale viveva.
Tentava, con tutto se stesso, di uscirne, ma gli era impossibile: il suo cervello, soprattutto il suo cuore, lo riportavano lì sempre sul quel viottolo impervio che porta ai ricordi più cari , racchiusi nel posto segreto che ognuno conserva gelosamente .
Quel posto che ci consente di superare i momenti bui, quel posto in cui abbiamo il salvagente per non affogare nel dolore e nella solitudine.
Lei era l’unica ragione di vita. L’unica vera passione. L’unica che aveva sublimato la carnalità , le miserie della dipendenza fisica e lo aveva proiettato nell’amore vero, assoluto nel quale una carezza da più piacere di decine di amplessi nella certezza che senza cuore non si vive. Si esiste, ma non si vive.
E l’attesa diviene piacere continuo.
E l’amava come solo una madre sa fare.

Pubblicato inAmore

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