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Angelo e demone

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Con l’incedere lento e sinuoso, muoveva i fianchi ondeggiando sui tacchi.
Si apriva la gonna a tubo , mostrando le belle gambe. La camicia aperta con i bottoni slacciati mostrava il seno morbido e candido. Attraversava la piazza assolata, la sola donna che sfrontata, passeggiava in quell’ora. Sonnacchiosi gli uomini seduti ai tavoli del bar, al suo passare improvviso si destavano, allertati dalla visione. Lei suscitava forti emozioni, quell’incedere di fiera metteva in moto torbide fantasie. Restavano come immobilizzati da un incantesimo, fermi sulle sedie a seguire quel corpo che si allontanava nel sole. Ma lei passava per uno solo, un giovane bello, moro e appassionato. Lui era geloso pazzo di quella creatura . Doveva essere sua e basta. Lei selvaggia e indomita era vento di tempesta, era uragano, pioggia sul deserto. Lei attirava nella sua rete di ragno, lei si concedeva in segreto per il piacere e per la bellezza . Lei era peccaminosa ma Angelo dolce, lei ammaliava e proteggeva.Nella battaglia del talamo, vinceva la sua guerra tra i sospiri , arresa ai sensi. Lui si dannava per voler essere l’unico, l’esclusivo. L’avrebbe rapita e tenuta prigioniera, per vederla da solo e possederla finalmente .

Pubblicato inAmore

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