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Anima indignata

La mia anima pulsa indignazione,
Nel profondo abisso dove ancora vive
La bambina che ero. è giunto il sangue a fiotti della ferita riaperta.
Quel colpo ferale che sai ti sta per arrivare, quel dolore che pensi di poter rimandare, la paura di esser solo, di rimanere solo. Solo al mondo. La sensazione di abbandono ti avviluppa le membra, all’improvviso perdi il calore, come un uccellino nel nido vuoto.
La mia anima pulsa indignazione.
Io che non ho vissuto per il vil denaro, che ho fatto dei sentimenti la vera ragione del mio vivere, adesso piango non perché temo questi rapaci dal becco adunco, ma per la delusione cocente dell’esserino che in fondo al mio cuore geme e si dispera.
Quel fragile esserino vuol sapere da me perché succedono queste rovine, lui vive nel suo mondo di lieti fine e non sa che il castello sarà espugnato dai barbari feroci.

Pubblicato inGenerale

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