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Anna

 

Adesso, Anna è sola con la sua paura; stringe le mani affusolate, le guarda come se non fossero le sue.

Ha due fedi all’anulare sinistro come un invisibile catena, tra lei e l’amore della sua vita. Cerca il coraggio tra i suoi ricordi, nelle persone che ha amato e che l’hanno amata, si ripassa le cose che non ha avuto il tempo di fare e si propone di farle “dopo”.

Dopo? Ecco la domanda; ci sarà un “dopo”?

La domanda è li, a un passo dalla sua paura, è sulle facce dei suoi figli e dei suoi nipoti, la legge nei loro occhi e non ha risposte per nessuno; solo l’ incognita tra la paura e la speranza di farcela.

Le hanno tagliato i capelli e a qualunque donna non piace avere la testa rasata, è come subire , oltre alla malattia, un oltraggio.

Anna non fa storie, lei è corazzata, sa nascondere bene quello che prova e riesce a sdrammatizzare, lo deve fare per chi le sta accanto. Si fa forza e si prepara a combattere.

Scivola, finalmente, nel sonno protettivo dell’ anestesia dove non c’è la paura, dove non ci sono facce ansiose, spaventate.

Aspettare, aspettare. aspettare. Ore che passano lente nel silenzio ovattato di un corridoio, tra caffè insapore e parole sussurrate. Quante preghiere saranno state dette per Anna? Quante lacrime saranno state piante? Lei è li, con il suo nemico e deve difendersi da sola; deve trovare la forza di emergere dal suo dolore e riprendersi la vita.

Mani sicure, esperte, frugano nella sua testa, cercano e trovano l’ invasore, lo estraggono mentre lei è assente, in bilico in quello spazio indefinito e impalpabile.

Cara Anna! L’ho vissuto così il tuo doloroso percorso, ti sono stata accanto come ho potuto e conoscendoti, so che non hai perso la tua serenità e la tua grinta, neanche di fronte alla paura di non farcela. Ora il peggio è passato e serve andare avanti, senza timore e con la determinazione che hai sempre avuto.

Nei momenti difficili la nostra capacità di reagire è la somma del carattere che abbiamo e tu ne hai da vendere.

 

Published inAmore

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