Salta al contenuto

Aradia racconta

I raggi del sole al tramonto presero per mano un gruppo di bambini inquieti e tristi. Li accompagnarono alla bottega di Aradia, nella speranza che potesse consolarli. La Maga dai Lunghi Pensieri conosce un numero quasi infinito di fiabe e di racconti e sapeva (ne aveva avuto un’esperienza diretta) che l’ascoltar fiabe rasserena, aiutando la mente ad andarsene a cavallo della fantasia così da poter visitare luoghi sorprendenti e luccicanti di felicità.
I bambini le si sedettero intorno mentre il telaio magico cominciò a tessere fiabe e racconti. Gli sguardi si fecero di uno stupore tale che contagiò e coinvolse la stessa Aradia. E, come se la sua voce venisse da un flauto dolce, cominciò a raccontare la fiaba del Bambino e la Nuvola.
Una nuvola, tanto tempo fa, divenne compagna di giochi di un bambino che viveva da solo sulla cima di una collina. Poteva vivere da solo perché aveva tanti amici: il corvo era il suo maestro e gli insegnava tutto quello che un bambino della sua età doveva sapere; le ciliegie, scese dall’albero, facevano le pulizie e gli preparavano da mangiare; quando pioveva e faceva freddo, il fuoco usciva dal camino, gli si sedeva vicino così che non avesse freddo.
La sua vita scorreva così tranquilla e felice. Soprattutto da quando la nuvoletta divenne sua inseparabile amica. Per evitare che il vento la portasse lontano, calò un filo che il bambino legò al polso.
Con il tempo, la nuvoletta imparò a capire di che umore era il bambino e perché – alle volte – diventava triste. Assumeva allora la forma di una Fata, scendeva piano piano e piano piano si sedeva vicino al bambino. Il bambino, guardandola, vedeva passare tutti i suoi pensieri sullo sfondo del cielo da dove alcune stelline, amiche della nuvola, scendevano, prendevano per mano il bambino e gli facevano fare un girotondo magico: tutti i pensieri tristi se ne andavano.
I bambini rimasero a bocca aperta e Aradia ebbe modo di dir loro che anche lei aveva legato al polso, con un filo d’argento, una nuvoletta proprio come quella del racconto. E anche lei non doveva far mai le pulizie perché se ne occupava un piccolo gruppo di ciliege rosse e magiche. E quando le capitava di essere triste (anche una Maga alle volte è triste) il vento si faceva voce amica, diventando uno scialle che aveva il potere di consolarla.

Pubblicato inGenerale

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *