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ArgineAeroporto

OPERA IN CONCORSO

 

C’è a Padova un luogo, che forse non è poi così speciale, ma a me è particolarmente caro.
E’ lontano dal centrocittà, via in fondo alla periferia. Si tratta del magico incontro di un argine, un fiume, la pista di un piccolo aeroporto e la ferrovia.

L’argine si eleva a dominare la pista dell’aeroporto e permette di vedere il profilo del centro della città, poi prosegue perpendicolare alla ferrovia, la quale supera il fiume con un ponte di ferro. V’è anche una strada che rimane bassa sotto l’argine e lo distanzia dall’areoporto e poi serpeggia via, nascondendosi sotto un piccolo tunnel.
Non m’importa che questo non sia un paesaggio di bianche ville e dolci colline. Non m’importa che non sfoggi monumenti celebri. La natura non è poi così selvaggia e romantica, o curata e
rigogliosa: erba sulla scarpata, canne vicino all’acqua, un paio di alberi ben distanziati tra loro, a ricordarti che qui possono effettivamente crescerci.
Eppure, eppure, c’è un indefinibile senso di libertà, di spazio, di serenità che pervade questo
luogo. Non sono l’unica che lo ama: gente che fa jogging, intere famigliole in bicicletta, amanti dei cani, amici in passeggiata-chiacchierata, nonni e nipoti che aspettano il decollo di un piccolo aereo da turismo, o lo sferragliare di qualche scintillante treno.

E poi ci sono i romantici, come me. Camminano piano, qualcuno ha il filo d’erba in bocca.
Qualcuno si siede sull’erba incolta. Si rifugiano qui, in questo luogo che gli permette di guardare lontano, di vedere l’orizzonte, laggiù. E i Colli Euganei. E se l’aria è tersa, le montagne a nord.

E il profilo di Padova con quei pochi grattacieli tozzi che sai riconoscere uno ad uno.
Ecco, ogni volta che ci vado, spero che non me lo tocchino, che non cambi mai.

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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