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Avevo 15 anni

 

Avevo 15 anni e somigliavo a una giraffa.
Lei ne aveva 50 e m’insegnò un arte favolosa…cucire.
Ebbene si, so cucire, tagliare, disegnare modelli e svilupparli.
Fin qui nulla d’eccezionale, la stranezza è che quest’arte l’ho dovuta strappare, quasi rubare a una zitella dispettosa e bravissima che mi amava e mi detestava.

Marietta, così si chiamava era cresciuta in collegio in quanto era rimasta orfana di padre. Questa particolare infanzia l’aveva segnata affettivamente sviluppando in lei una gelosia feroce per chi, come me, aveva un padre, affettivamente espansivo e tenero.

Durante la chiusura estiva delle scuole, in Sicilia non si andava in ferie. Il mare lo avevamo a due passi, la campagna pure e la montagna non rientrava nei nostri programmi. La prima neve la vidi a 14 anni e…ancora adesso non mi fa impazzire. Ma mia madre detestava l’ozio e puntualmente ci trovava un impegno che servisse anche a farci imparare qualcosa.

A me toccò il cucito. Marietta mi accettò come apprendista. Secondo lei imparavo troppo in fretta e pensò di punirmi in uno strano modo. Mi scelse tra 4 ragazze che frequentavano la sartoria e mi trasformò in manichino vero. Che incubo quelle ore in piedi su quel trespolo a indossare vestiti non miei. Io sognavo abiti fantasiosi, colori sgargianti e lei mi metteva addosso delle strane “ cose “ e pretendeva pure che stessi ferma.

Io ferma? Non ci riesco nemmeno adesso. Un incubo.!

Mi sacrificai per 4/5 mesi poi crollai. A casa mia le stoffe non mancavano e io detti sfogo alla fantasia, tagliando e cucendo come una forsennata. Dopo decisi che non avrei più fatto il manichino ma avrei disegnato i miei modelli e li avrei indossati con piacere.

Lo faccio ancora tra tanti hobby e interessi vari ma non dimentico chi con la sua bravura artistica mi avvicinò a una attività così gratificante come quella del cucito e nonostante siano trascorsi tanti anni la ricordo con piacere.

la foto è di Marilla Lovato per il blog: La sartoria del Palio

 

Pubblicato inSogni

1 commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    La tua storia mi ha aperto un’immagine della mia infanzia. Già, perché io ho trascorso la mia infanzia in una sartoria, una grande sartoria perchè la sorella di mia nonna era una sarta affermata e, pur vivendo e operando a Bastia che è una frazione di Assisi (dove abitavo nei lunghissimi periodi nei quali abitavo con mia nonna) e che io raggiungevo in bicicletta anche se ero molto piccolo, lei Maria Fabiani era nota anche a Roma. Da Roma venivano a farsi cucire gli abiti da sposa e nella sua sartoria hanno mosso i primi passi anche sarti che poi si sono affermati nella capitale. La sartoria aveva una quindicina di lavoranti ed io passavo il tempo fra loro, mangiavo un panino con loro e le guardavo cucire, chiacchierando e qualche volta anche canticchiando. Un’atmosfera fantastica. Adoravo passare la mano sulle stoffe, assistere alle preparazioni sui manichini, gli spilli piccolissimi che reggevano stoffe e carte, le grandi forbici con le quali Zia Maria e le lavoranti anziane tagliavano la stoffa e faceva nascere il vestito! Mi è rimasta la passione per la moda, il bel vestire – soprattutto le donne; ma avendo avuto quattro figlie femmine ho avuto modo di praticare questa passione! Grazie per questo bel ricordo.

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