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Balabà e il Tempo

Balabà comprerebbe del tempo.
Lo passerebbe camminando lento tra gli alberi, in cerca di funghi, lasciando lo sguardo vagare nel sottobosco, nel muschio e tra le foglie e gli aghi di pino e perdersi tra cespugli di mirtillo e piante di fragole, godendo ogni istante anche se il cestino restasse vuoto.
Lo passerebbe guardando un’alba dalle finestre della casa di campagna, con la tazza di caffè tra le dita, riempiendosi le narici del profumo e gli occhi della vista della terra nuda nell’inverno, coperta di brina arrossata dalla luce del sole di un giorno senza nebbia.
Lo passerebbe seduto sul bagnasciuga del Lido, davanti ai capanni dell’Excelsior, le gambe piegate strette tra le braccia, osservando le piccole onde avvicinarsi ai suoi piedi e ritrarsi, lasciando uno strato di schiuma torbida sulla sabbia.
Lo passerebbe seduto a cena con amici, ascoltando le loro voci, seguendo i loro discorsi, riflettendo sulle loro considerazioni, come sempre incline al silenzio, timoroso di non seguire il loro ritmo, comunque felice di essere in compagnia.
Balabà comprerebbe del tempo. Se solo lo potesse comprare.

la foto è tratta da Il posto delle fragole di Ingmar Bergman (1956)

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