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Belle

Ieri sera è andato in onda il film “Belle & Sebastien” di Nicolas Vanier, su Rai Uno.
Ha raggiunto ascolti elevati, ed io ero una degli spettatori.
Non lo avevo mai visto, e ammetto che non conoscevo il libro da cui è stato ispirato.
Oltre che dalla meraviglia dei paesaggi innevati, dalla bellezza e capacità del giovane attore protagonista, e dalle splendide musiche di Armand Amar, che ho apprezzato tanti anni fa grazie al film “Vai e vivrai” di Radu Mihăileanu, sono rimasta fortemente commossa da Belle, il cane amico di Sebastien.
Mi chiedo certamente quanto debbano essere addestrati i cani, per interpretare la parte che viene loro affidata, e spero che non ne debbano soffrire.
Ma ritengo vero che essi siano proprio così, come vengono rappresentati: leali, altruisti, sempre pronti a “darti una zampa”.
Perciò questi film mi commuovono, come una bambina, essendo io una grande amante degli animali, tanto che vorrei tornare indietro nel tempo per scegliere di dedicare il mio tempo a loro.
Leggendo le recensioni, sono incappata in vari articoli, in cui ci si chiede perché alcune persone amino più queste creature degli uomini.
In realtà, un esperimento ha dimostrato che il nostro amore è rivolto a chi meno si sa difendere o ha maggiore necessità del nostro aiuto, per la sopravvivenza: i bambini, gli animali. Un uomo o una donna adulti si ritiene abbiano maggiori capacità di tutelarsi e siano autosufficienti.
Contrariamente a quello che si pensa, dunque, luogo comune da sfatare, chi ha un rapporto intenso con un animale è più empatico, aperto agli altri, capace di comprendere, pronto ad intervenire. Ama inoltre la natura nel suo complesso e nella sua complessità.
E ancora una domanda è emersa: perché gli animali domestici fanno tanta tenerezza, suscitando lo scandalo, di fronte al maltrattamento, ma pochi si offendono se vengono macellati quelli che imbandiscono le nostre tavole? Se altre specie vengono usate nella ricerca con sofferenze indicibili e inguardabili?
Anche questo atteggiamento fa parte della nostra culturale pop, che ancora non si è allineata con le immense possibilità alimentari e scientifiche disponibili.
Rimango infatti di stucco quando sento parlare di progresso. Che non riguarda mai gli esseri viventi a cui viene negata una vita piena e priva di sofferenze.
Dunque mi commuovo di fronte a Belle, ma personalmente soffro per tutti gli animali, che in tanti trattano come esseri inferiori e privi di sensibilità.

Immagine dal web.

Pubblicato inAmore

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