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Buon compleanno, Blog!

Il 14 dicembre di un anno fa è stata pubblicata la prima storia, la prima raccolta dal blog.

“La felicità è bagnata. Di pianto” questo è il suo titolo, Mara Barbarani, l’autrice, l’ostetrica del nostro figliolo.

L’idea gloriosa l’aveva avuta, come al solito, Ernesto. E’ lui, fra noi due, che riceve le illuminazioni e me le trasmette o di istinto, appena abbozzate – l’ultima era quella di unirci a Bottura con un refettorio per i poveri da costruire a Padova – oppure già strutturate, da limare, migliorandone la struttura ma non la forma né l’ispirazione di fondo.

Nel caso del blog fu così. Era prima dell’estate del 2018, mi chiese di vederci al bar (a quel tempo lavorava nel paese dove abito) e già dalla voce tradiva eccitazione.

Mi si sedette di fronte con quegli occhi sgranati da bambino che sta per mostrare l’ultimo giocattolo nuovissimo e bellissimo, ed in effetti tirò fuori dalla sua sacca quattro o cinque libri ed un block notes. Poi una sola parola: storytelling, esclamò.

Facciamo un blog di storie! Il nome l’ho già trovato: Contame, raccontami in veneto”

L’idea mi piacque: la forza dello storytelling l’avevamo già sperimentata in Banca Antonveneta lavorando insieme nella Formazione formatori della banca. Allora erano abituati a dispensare formazione attraverso le slides e furono da noi riconvertiti in un ruolo di ascolto e di facilitazione dell’apprendimento che dapprima li sconvolse e poi li appassionò, tanto che alcuni di loro scelsero poi di spiccare il volo verso la libera professione, come formatori o coach, come Nicola Zema o Fabiana Palù.

Ernesto ed io rimanemmo in contatto, lavorando e stringendo un sodalizio, fatto di passioni comuni, di idee simili, di diversità caratteriali e di storie personali, tanto da durare nel tempo.

La proposta del blog da fondare insieme suggellava il sodalizio di due persone che hanno scritto praticamente da sempre, da poco dopo che hanno imparato a tenere la penna in mano (quella con l’inchiostro ed il pennino), lui per il teatro, il cinema e la comunicazione d’impresa, io per i giornali. Entrambi troppo d’antan per governare da soli uno spazio nel web e soprattutto nei social, senza il quale un blog o un sito rimangono giocattoli dell’autore ed i suoi strettissimi amici.

Ci ha aiutato Manuel Canazza, un webman autodidatta ma assolutamente favoloso che ci ha costruito la fisionomia di un blog elegante ed essenziale, le nostre rispettive figlie: Verena Del Pinto, che ci ha disegnato il logo del blog, e Valentina Aufiero, gli amici fotografi Marilla Lovato, che è la nostra fotografa ufficiale, Fulvio Mantoan e Flavio Scarpacci e gli amici che hanno cominciato a scrivere storie per alimentare il nostro progetto: Anna, Mario, Armando, Marcello, Luciano, Rosario, Antonio ai quali si sono aggiunti via via tanti altri, sconosciuti: oltre settanta in tutto fino ad oggi.

E così siamo partiti. Dopo la storia di Mara Barbarani del 14 dicembre, ne sono seguite altre 270.

Ma proprio quando cominciamo a pensare ai festeggiamenti, Ernesto mi chiama: “dobbiamo incontrarci, passiamo un giorno insieme a Padova”.

Stessa scena del giugno 2018. Lui si siede davanti a me, spalanca gli occhioni da bambino e:

“Facciamo un corso di scrittura creativa” “Sì, noi. Insegniamo a scrivere fiabe o favole” “No, non lo fa nessuno dei ‘grandi professori di scrittura creativa’ perché lo si considera un mondo di serie B quello della scrittura delle fiabe o delle favole” .

Una bella idea. Un corso che non è solo un’opportunità di imparare a scrivere ma è un’occasione per “fare insieme un regalo ad una persona amata” con tanto di scatola e di illustrazione. Un modo per dire: questa cosa l’ho imparata pensando a te. Per festeggiare insieme.

E quale modo migliore c’è per festeggiare il blog quello di dare ad altri l’occasione per un loro festeggiamento?

Naturalmente festeggeremo anche con gli autori e con gli amici della Pagina e del Gruppo Facebook: una maglietta con il nostro logo per ciascun autore di una storia pubblicata sul blog ed una caccia al tesoro aperta a tutti quelli che ci seguono sui social.

E con qualcosa che faremo proprio il 14 dicembre per stare in contatto con più persone possibili e gridare tutti insieme:

Buon compleanno, Blog!

 

 

 

 

 

 

Published inGenerale
  1. Armando Armando

    Avete avuto una magnifica idea ed io sono felice, nel mio piccolo, di far parte di questa famiglia. Grazie

  2. Mario Mario

    Ciò che mi stuzzica non è il blog o il corso di scrittura o quel che seguirà, perche troppe cose ancora seguiranno.., mi suscita una affettuosa, benevola invidia la vivacità immaginifica, la fantasia creativa, l'”Idea” che anima e vivacizza lo scambio tra te ed Ernesto, sul palcoscenico del bar di turno. Credo che ne vedremo ancora delle belle..Ragazzi, siamo dei vostri!!..

  3. Salvatore Salvatore

    Succede spesso che ai vecchi come me piace raccontare e raccontarsi. Se un giorno i miei figli avranno voglia di leggerli forse conosceranno meglio il proprio papà con cui si sono parlati poco perché sempre in giro. Chi ha realizzato tutto ciò merita tutto il nostro riconoscimento ed apprezzamento,lunga vita quindi a questo blog. Un grazie a Pierluigi che mi scrisse su Facebook per l’utilizzo di un mio spot e così fui dei vostri. Lunga vita a questo blog e grazie per averlo fatto così piacevole.

  4. Ernesto Ernesto

    All’inizio, un anno fa, mi chiedevo chi dei due fosse Cip e chi fosse Ciop, chi Stanlio e chi Ollio.
    E questo perché ancora una volta decidevo di intrufolarmi a curiosare in un mondo sconosciuto, quello dei social, con lo stupore leggero e disimpegnato di chi non solo ha “gli occhioni da bambino”, ma un perenne, incurabile, infantile desiderio di fuga in altri universi, più caldi, più rassicuranti.
    Preferivo, come spesso è accaduto, cimentarmi nella proposta, nel guizzo dell’attimo, nella pennellata, illudendomi che l’intuizione creativa bastasse a sé stessa, senza l’ossigeno della sapienza che costruisce, ogni giorno, instancabilmente.
    Ci dicevamo quasi scherzando, Pierluigi ed io “… chissà quando arriviamo a 100 like”, e l’inglese e una millantata padronanza della tecnologia mi riempivano il cuore.
    Poi, piano piano, inarrestabile è arrivata la vita, in tutte le sue descrizioni, con tutti i fraseggi possibili, con inimmaginabili sfumature, centinaia di storie, migliaia di parole, una cosmogonia di intimità che si fidava, e si raccontava.
    Dopo un anno sono senza parole. Letteralmente.
    Perché capisco la responsabilità di custodire così tanta umanità che si è fatta storie.
    E allora sono felice di dire a Pierluigi che siamo stati bravi, che siamo diventati grandi, oggi guardiamo le esistenze dolenti, felici, incredule, rassegnate, esitanti accogliendole tutte, ospitandole tutte, così si fanno coraggio, in uno specchio digitale.
    Mi piace pensare che oggi siamo come i fratelli Taviani, perché di fratellanza si tratta, quella che ti fa intuire tutto, e ti dice cosa è bene per l’altro, quella aspra che ti zittisce e ti fa tirare quando il tuo sodale arranca.
    Grazie Pier, per riuscire sempre a portarmi a terra, sapendo che solo da qua riusciamo a guardare la vita di cui vogliamo parlare, nonostante tutta quella che abbiamo già dietro le nostre spalle.

  5. Anna Maria Lunardon Anna Maria Lunardon

    Una bellissima iniziativa che è riuscita sorprendentemente a risvegliare la voglia di partecipazione e di condivisione in tutti noi.
    Grazie Pierluigi ed Ernesto di questa opportunità.

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