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Carne

E passo il tempo guardando la gente
seduta in quel piccolo bistrot, ricordi nella piccola rue del nostro primo incontro.
Si muovono le tende al vento , il caldo e una luce forte, accecante. Sale l’odore che viene dalla cucina, ma non ho più fame da quando non ci sei. Divoravi guardandomi, grossi bocconi di carne ed io mi immaginavo cosa ne avresti fatto della mia…Temevo quel momento, pagasti il conto e mi guardasti famelico, mi alzai in fretta, ma non convinta. Uno sguardo allo specchio, una sistemata alla gonna e tu mi agguantasti sotto braccio ridendo. Nell’orecchio il tuo alito caldo dal sapore di vino, mi sussurrasti ad alta voce! Adesso ti mangio! Mi scappò da ridere e trattenendomi con la mano sulla bocca, mi tuffai nella tua spalla. Di corsa per le scale tra le tue braccia, mi ritrovai infine sul sofà damascato, giallo come quel sole che occhieggiava dalle persiane. Mi piacevi da impazzire ed entrambi eravamo affamati di noi e dei nostri corpi giovani, sudati e pieni d’amore.

Pubblicato inAmore

1 commento

  1. Monica Monica

    Un sorriso mi è scappato,alla fine!
    Storia fugace,ricca di scene immaginate da parte del lettore e non volgare,ma che rende perfettamente l’idea:)
    Grazie Carla:))

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