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Cenere e carbone

 

Erano piccoli e raccontavo loro di questa Strega che viaggiava a bordo di una scopa di notte. Non temevano le streghe. Nelle mie narrazioni erano sempre donne intelligenti, capaci di creare magie.

La sera che precedeva la festa dell’Epifania sedevo sul divano nella vecchia casa, davanti l’albero con le lucine intermittenti. Claudio stava in braccio e Luigi mi stava rannicchiato accanto.

Li stringevo a me mentre cantavo dolcemente le canzoni del Natale. Era un rituale identico negli anni, un presepe vivente che creavamo a modo nostro.

Poi, i Re Magi facevano capolino nel presepe di terracotta mentre i loro occhietti vispi si appesantivano per il sonno.

Prima di metterli a letto, aprivamo la grande porta che dava sul mare dello Stretto. Sui monti di Messina la cui sagoma di notte non si delineava, apparivano delle lucine rosse. I miei bimbi sapevano che quelle erano le lucine della scopa della Befana che, viaggiando vicino l’aeroporto, doveva segnalare la sua presenza agli aerei in transito. Mi chiedevano con le loro vocine cariche di speranza:- passerà anche da noi?-
– Solo se dormirete tutta la notte – era la risposta.

Annuivano felici come dovrebbero esserlo tutti i bimbi del mondo e le loro manine toccavano la mia pelle e non sapevano di quale regalo fossi destinataria in quel momento:” il ricordo di un amore che fluiva da loro a me senza filtri o riserve”.

All’alba preparavo le caramelle, i dolcetti e un po’ di pasta di mandorle a forma di carbone. Poco prima che venissero in cucina facevo suonare una piccola campanella. Era lo scampanellío della Befana che avvisava di essere arrivata.

Correvano felici sotto l’ albero e, la cosa meravigliosa era che vedevano la vecchina con la scopa salutarli dalle nuvole. – Mamma, sta andando via. Guarda la scopa come fa zig Zag nel cielo- La vedevamo rincorrere i gabbiani e poi fare a gara con gli aerei.

Chissà perché ci sto pensando stasera. Anzi stanotte. Le mie finestre non si aprono più sul mare. Ho trovato la campanellina fra gli oggetti del Natale. L’ho messa in bagno…Domattina la suonerò. I miei giovani uomini comprenderanno se, ancora una volta, vorrò guardare in cielo, fra le nuvole, per scovare la magica vecchina mentre stringo al cuore le loro forti mani.

Buona Epifania a tutti

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