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Cinque giorni a Natale

 

Era Settembre. Anno 2007
Ti avevo appena mentito.
Papà ad ottobre mi sposo.
Lo faccio in municipio intanto. A Napoli.
Poi appena stai meglio lo facciamo in chiesa qui o di nuovo a Napoli.
Aspetto che stai meglio così vieni anche tu.

“A Natale non ci arrivo…perché sono stanco.”

Hai poggiato la mano sulla mia mano guardandomi negli occhi ed ancora una volta mi hai sorriso.
Io ho sentito il tuo sguardo entrarmi dentro e gelarmi il cuore.
Non era come gli altri anni e non era come gli altri giorni. Si è vero mi hai sorriso con lo sguardo ma non con gli occhi.
Tu ci parlavi con gli occhi.
Me l’hanno detto anche a me alcune volte. Solo che io ho smesso troppo presto di sorridere e parlare con lo sguardo.
Soltanto mia figlia riesce a leggermi negli occhi ed io a lei.
Basta uno sguardo o un timbro di voce e ci diciamo cosa c’è? Qualcosa non va?

Abbiamo pranzato in silenzio.
Il proprietario della casa di riposo era un amico e mi disse un giorno che potevamo mangiare assieme tutte le
volte che volevamo. Ogni tanto ci facevamo una partita a carte, a scopa.
Sapevi indovinare se alla fine la mia carta era pari o dispari e sapevi fare il “48”.
Io non ci sono mai riuscito.
Quando andai via dopo pranzo ti dissi: appena nasce Michelle ti prometto che te la porto qua, sono sicuro che appena la vedi ti rimetti in sesto Papà.

“ La guardo dal cielo te lo prometto”

Te sei andato davvero il 20 Dicembre del 2007 intorno alle 23,00.
Non hai voluto nemmeno l’ultimo gelato
Ero accanto a te ad ascoltare i tuoi lamenti mentre guardavo i tuoi occhi socchiusi.
All’improvviso li hai aperti, spalancati, hai provato a dire qualcosa ed hai sorriso… ancora.
Poi hai reclinato il capo finalmente in pace.

Era il 20 Dicembre 2007.
Mancavano 5 giorni a Natale.
Avevi ragione!

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