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Classe IV A

Che anni quelli del mio ingresso alle superiori. Quando si doveva scegliere la scuola che avrebbe condizionato, in bene e in male il nostro futuro. Ne parlavo a casa e mamma, convinta maestra elementare, mi invogliava, anzi mi spingeva proprio a scegliere il magistrale. Ma io non mi ci vedevo proprio dietro una cattedra, amo i bambini ma più che insegnargli a leggere e scrivere e far di conto( come si diceva un tempo) li porterei in spiaggia a giocare tra le onde e poi tutti in tondo a raccontare favole. E quindi ebbi la meglio, spalleggiata da papà che approvava la mia scelta del liceo classico.
Certo ero già preparata, mia cugina mi aveva avvisato sulla vita abbastanza sacrificata e ritirata che avrei condotto da lì ai prossimi 5 anni. In effetti quel professore dal piglio severo, occhiali e baffo , impettito era già un bel biglietto da visita. E noi della classe IV A eravamo un manipolo di bambinoni, devo dire soprattutto i maschi, i soliti! Il professore era un uomo molto serio, ma non oppressivo, devo dire che quell’anno che insegnò nella mia classe fu un’esperienza ricca, positiva che ricordo ancora con piacere. Poi alla fine dell’anno scolastico il professore andò in pensione, lasciandoci in un periodo di sbandamento. Quelli erano gli anni degli scioperi, dei cancelli sprangati per impedire l’ingresso a scuola, la prima ora si trascorreva in strada, fuori dalla scuola. I grandi, i diciottenni, tenevano sotto scacco i più piccoli, i timorosi che si irrigidivano alla visione del preside che minacciava forti ritorsioni dalla finestra. Arrivavano i carabinieri chiamati dal preside che liberavano i cancelli, ci facevano entrare a scuola, tra i facinorosi che ancora facevano capannelli. Le assemblee di istituto erano condotte sempre un po’ sopra le righe, diventavano anche teatro di forti discussioni. C’era sempre da mettere a verbale, obiezioni, liti. E poi gli altri, quelli seduti in disparte, la mano nella mano, di nascosto con la ragazza del cuore. C’era una coppietta in fondo, lei piccola, un visino dolce e gli occhi chiari, un po’ smarrita, aspetta un bimbo che nascerà ad agosto, dopo l’esame di maturità.-

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