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Clochard

Sai di notte si riflette meglio e nel silenzio si acuiscono tutti gli altri sensi.
Senti il profumo di tutta una vita mischiarsi al sale delle lacrime versate, versate e basta. I ricordi ti vengono a bussare per finire quella coraggiosa partita a scacchi, partita che vede cavalli, alfieri, pedine e Re cadere e rialzarsi, per poi cadere di nuovo. Ma la Regina vince sempre, la Regina è nella sua torre. Ed ogni sera cerchi di colorare quella scacchiera troppo bianca e nera con i riflessi di un arcobaleno, che deve ancora mostrarsi.
Ma questa notte non voglio giocare, abbandono tutte le strategie per un solo sogno, diventare un clochard.
Un tempo ci definimmo viandanti del cuore, un tempo riuscimmo a consumare chilometri di sogni per cercare quel solo unico respiro di salsedine e di pino mugo. Ma i fiori sono nella terra e per coglierne il profumo e i colori bisogna chinarsi, quasi strisciare come una lumaca sotto le loro corolle. Strisce di bava mischiate a lacrime di rugiada, come strade illuminate dal riflesso di una luna, vista sempre come una particola dell’anima.
Ho voglia di passare indenne tra le luci di queste vie, dove la gente non mi vede, attraversare nudo piazze in festa, cercando quello sguardo capace di regalare un briciolo di umanità. Non voglio più sentire il chiasso dei successi, voglio vedere scomparire i troppi fili delle relazioni, fili di reti disumane, voglio gli abbracci, compresi quelli negati ad un clochard. Voglio spogliarmi di tutti i pensieri, delle remore, dei diktat che la vita ci ha tatuato addosso come i numeri sulla pelle nei tanti Auschwitz del mondo. Voglio dormire sotto le stelle per contare tutte le volte che mi sono innamorato, dando un nome ad ognuna di esse. Voglio la spuma delle onde di un mare culla di tante anime e di caldi colori. Voglio sentire arrivare lo scirocco per ringraziarlo del silenzio del deserto che mi porterà, il deserto è dove si incontra dio. Nel mio nuovo cammino, non pietirò un solo sorso di compassione, un tozzo di speranza; mi troverai nei porti di questa vita avvolto solo da una risma di carta di Amalfi e per cane avrò una penna di cigno. Il mio nuovo nome? Clochard delle stelle
(il Nautiere)

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Published inSogni

Un commento

  1. MARCELLA SPINOZZI TARDUCCI MARCELLA SPINOZZI TARDUCCI

    Definisce benissimo la scelta di vita di un clochard, la sua dolorosa libertà.

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