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Commoventi melodie

LA MIA VITA IN UNA COMPILATION MUSICALE

Il suo futuro con la malattia di suo padre era divenuto oscuro come una giornata uggiosa. Prima della partenza per l’ospedale ascoltava una radio privata che la deliziava con canzoni emozionanti specie il pomeriggio, erano canzoni pure con dedica. Lei avrebbe voluto dedicare a suo padre I ricordi del cuore, che era la sua preferita ma ogni volta che l’ascoltava cedeva a un pianto dirotto. Il messaggio le era però gradevole, infatti i ricordi di suo padre non sarebbero passati mai ed erano più forti della realtà stessa. Con i ricordi suo padre sarebbe continuato a vivere idealmente nel suo cuore. Un pomeriggio si era preparata con maggiore fretta infatti suo padre si era aggravato ed era prossima la dipartita come dicevano i medici. Si consolava con la musica per dimenticare gli oltraggi del destino e quelli di infermieri superficiali. Quel pomeriggio aveva chiuso la radio con una smorfia. La musica non la risollevava, , non la riappacificava con il mondo, non le procurava alcuna stupefazione. Per anni from me to you dei Beatles era stata dai lei associata alla disfatta, alla fine delle illusioni su una possibile guarigione di suo padre. Evitava di ascoltarla, di sentirla anche di sfuggita. Di solito cambiava canale o stazione. Era associata a un ricordo doloroso. Con il tempo era riuscita a cavarsela ma quella canzone era per lei funesta, priva di gaiezza. Poi aveva avuto altre disfatte anche sentimentali.
Un pomeriggio di inverno si era intrattenuta in una panchina leggendo un testo di arte, con le cuffie alle orecchie ed ascoltava di Biagio Antonacci io Ritorno ad amare. Era stata importunata da un ragazzo timido ma gioviale. Un ragazzo premuroso, gentile. Lui l’aveva accolta calorosamente nella sua vita.. Era nato un grande amore che le avrebbe assicurato un futuro radioso . Era fiera e sicura di quell’amore e come diceva la canzone era ritornata ad amare questa volta con maggiore sicurezza. La musica aveva alluso al suo risveglio come se già lo sapesse. L’aveva preceduta, messa sulla strada. Ogni volta che risentiva la canzone per rievocare quei momenti ricordava quel linguaggio allusivo che la incoraggiava ad amare di nuovo senza remore. Ora non era più ritrosa, timorosa. Si era sposata fra una folla di parenti con per sottofondo le canzoni di Antonacci. Lui era stato quasi il filo conduttore della sua esistenza, la colonna sonora dei suoi viaggi, della sua vita.

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