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Concorso La mia vita in una compilation musicale

Sono da sempre un fan dei Rolling Stones. Nell’Aprile del 1967 la band arrivava per la prima volta in Italia. La tappa più vicina a Firenze era Bologna. Dovevo andarci. Come poteva un sedicenne avere il permesso ? Semplice, se lo prendeva. Scappai (anche se è una parola grossa) di casa. Presi il treno e via a Bologna. Il concerto era di pomeriggio, al Palazzo dello Sport. Gradinate non troppo piene (rispetto all’altro epico concerto del 1982 a Torino), comunque tanta gente agli occhi di un sedicenne. Il concerto era presentato da un personaggio allora famoso: Silvio Noto (sic). Prima del clou si esibirono tutta una serie di complessi italiani: forse anche l’Equipe 84. Nei miei ricordi (incubi) temo diricordare ci fosse anche Al Bano (doppio sic). Finalmente gli Stones salgono sul palco e inizia la magia. La prima canzone della scaletta della mia vita è Let’s Spend The night Together. Sempre in scaletta nei concerti e con decine di cover. Mi piacciono quelle di Roger Chapman (Family) e della Jerry Garcia Band (Grateful Dead).
Seconda canzone. 1970. Ultimo anno del liceo scientifico al Leonardo da Vinci (5° H). Il nostro professore di disegno era un tipo avanti, artista, scultore e amante del cinema. Non ricordo come fu ma venne l’idea di fare un film. Avevamo permessi speciali per poterlo Girare (tutte le scuse sono buone pur di non andare a scuola). Il nostro gruppo era di 6 – 7 persone. Il genere era un misto di Antonioni, psicheledia, sciocchezze adolescenziali e avanguardia Situazionista. Personalmente ero, oltre che attore, aiuto sceneggiatore, l’addetto alla colonna sonora. In una scena eravamo in moto sul raccordo autostradale ad alta velocità. Ecco il secondo tassello della scaletta. Velocità = Whole lotta love dei Led Zeppelin.
Per la terza canzone arriviamo al 27 giugno 1970. Corso di capostazione a La Spezia (carriera abbandonata dopo pochi mesi). Oggi c’è Bob Marley a Milano, San Siro. Convinco altri 3 colleghi, prendiamo il treno (tanto non lo paghiamo) e via verso Milano. In un sottopassaggio compriamo da un bagarino i biglietti. Poche lire oltre il prezzo ufficiale. Ci dovevamo insospettire. Arriviamo ai cancelli dello stadio e un giovane addetto ci informa che i biglietti sono falsi. Piangiamo lacrime amare e riusciamo a convincere il nostro addetto a farci entrare. Dall’inferno al paradiso in pochi attimi. Siamo dentro. Impressionante la folla che riempie tutto lo stadio (prato compreso). Si parlerà di 80 – 100,000 persone. Il fumo invade tutto: una enorme, bellissima canna collettiva. Un concerto strepitoso. Alla fine le luci si spengono, soltanto una piccola luce illumina (irradia) Bob Marley che da solo, con la chitarra acustica dà il via alla terza canzone della scaletta. Redemption Song. Magia pura. Un brivido percorre i centomila. L’ultima luce si spegne.
Sipario.
Fine
P:S. Ascolto musica quotidianamente e oltre a queste 3 canzoni ce ne sono altre migliaia. Ringrazio Bob Dylan, Van Morrison, The Rolling Stones per tutti i momenti che hanno allietato la mia esistenza.

foto del concerto del 5 aprile 1968 a Bologna

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