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Cose belle

Se avete intenzione di andare a vedere Povere Creature!, fatelo pensando di partecipare ad un simposio di filosofia, simbolismo ed estetica.

Primo: le inquadrature. Il regista non lascia spazio alla discrezionalità del pubblico: il punto di vista è esplicitamente offerto attraverso un gioco di tecniche di regia che guidano abilmente lo sguardo dello spettatore. Il pubblico è preso per mano e partecipa empaticamente al percorso di sviluppo di Bella Baxter, la protagonista. Il ritmo delle inquadrature, che si alternano come in un caleidoscopio, dona al film connotati di favola arcaica e allo stesso tempo di intima contemporaneità. Passato presente e futuro si mescolano, come in un dipinto antico che è allo stesso tempo digitale e iperrealista.

Secondo: i costumi! Ah, cosa darei per indossare uno di quegli outfit di Bella nel suo viaggio a Lisbona! Abiti che sono lo specchio del suo mutamento e che sono al contempo così freak e così femminili.

Tre: la recitazione immensa di tutti gli attori, non saprei cosa altro dire.

Infine la storia. Il film narra di Bella (nata da un esperimento allo stesso tempo orribile e commovente) e del suo percorso evolutivo. L’evoluzione di Bella agisce su tre livelli: il suo, della bambina in un corpo da donna che si fa adulta consapevole, attraversando le fasi di scoperta del Sé, identificazione e separazione dalla figura primaria un po’ padre un po’ DIO, meraviglia verso il mondo, consapevolezza delle proprie potenzialità e dei limiti di sé dell’Altro e del mondo, in un viaggio verso un completo empowerment femminile. Il secondo livello, quello del sistema gruppo/famiglia: nella spinta verso la propria crescita ed emancipazione Bella coinvolge le figure che la accompagnano, svelando le maschere e facendo emergere per ciascuna il vero Sé. Cambia Bella, cambiano gli altri con lei. Il terzo livello, quello sociale e culturale. Bella Baxter è il Femminile che si concretizza, nelle sue pulsioni, nelle sue aspirazioni, nelle sue rivoluzioni. Raffigura la forza di un femminile che prende consapevolezza del suo fascino, della sua assertività e delle sue possibilità. Bella Baxter, in fondo, è tutto ciò che vorremmo essere, che non osiamo essere, ma che dovremmo avere il coraggio di diventare, perché, come dice lei, “c’è un mondo da assaporare, circumnavigare”.

Attenzione: si sconsiglia la visione ad un pubblico che non è disponibile a lasciarsi turbare.

Pubblicato inDonne

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