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Cosimo, ovvero, onora il padre e la madre

Di lui, ( Cosimo ) mia madre diceva, con voce triste, * “ era un bravu figghiu, poi si spasciu “
Era nato in una famiglia modesta; il padre faceva il contadino la madre era una lavandaia. Nel suo tempo le lavatrici non esistevano e, chi poteva permetterselo, affidava i propri panni sporchi a donne bisognose di piccoli introiti da sommare ai miseri guadagni di chi lavorava la terra. A Cosimo non mancò mai il necessario, fu cresciuto amorevolmente, andò a scuola ed ebbe una educazione normale per quei tempi dove la religione aveva un peso preponderante. Come tutti i bambini osservava i precetti imposti da certi preti che oggi definiremmo invadenti e crebbe nel rispetto della famiglia (erano quattro figli) e dei genitori.
Quando s’innamorò di Maria, una ragazza di un paese vicino, i suoi furono contenti di accoglierla come una figlia ma lei non voleva far parte di loro; lei voleva stabile altre regole, altre abitudini.
Cominciò così la mutazione di Cosimo, attraverso lui lei passava concetti nuovi, sanzioni velate ma inflessibili.
Cosimo si trasformò da figlio amorevole in censore; proibì a sua madre di continuare a fare la lavandaia, suo padre non doveva tornare a casa con gli abiti da lavoro e gli suggerì di lavarsi e cambiarsi dalla sorella.
Quel fidanzamento che doveva portare gioia in quella famiglia diventò un motivo di discordia; quell’armonia affettiva che prima esisteva, si spezzò e le liti diventarono frequenti, La madre di Cosimo cercò di mediare, non voleva rassegnarsi al mutamento del figlio ma lui fu irremovibile con parole crudeli ammise che si vergognava di lei.
Quando la cosa degenerò fu una tragedia a cui tutto il vicinato assistette e non fu uno spettacolo edificante.
Torno indietro nel tempo e mi rivedo bambina, mia madre mi tiene per mano e, come sempre, la bombardo di domande.
Procediamo sulla strada provinciale e salutiamo tutti i conoscenti che incontriamo poi la mano di mia madre stringe la mia con uno scatto e io la guardo inquieta. Anche il suo volto è diventato serissimo, tirato. Un uomo la saluta ma lei non risponde anzi, si gira dall’altra parte infastidita.
La mia curiosità prende il volo.
Non è possibile!
Mia madre che non risponde a un saluto? Lei che ci ha educati a salutare tutti perché “ * U salutu u lassau Diu”. Voglio sapere il motivo e lei me lo dice con la voce di chi sta riportando un momento che l’ha profondamente turbata.
“ Cosimo era un bravo ragazzo ma ha conosciuto una donna cattiva che l’ha cambiato e l’ha fatto diventare una brutta persona.” Così venni a sapere che lui, su incitazione della moglie, era arrivato a picchiare sua madre per interessi.
L’avevano difesa i vicini dal suo accanimento e per mia madre, una persona che si comportava così non meritava il suo saluto.
Nessuno denunciò Cosimo e quando la donna fu accompagnata al pronto soccorso con un braccio rotto affermò d’essere scivolata da uno scalino bagnato.
Lo protesse quel figlio e pregò chi c’era con lei di non parlare per non rovinarlo ma in quella strada fu isolato e nessuno gli perdonò d’aver osato picchiare la propria madre.

* Era un bravo figlio, poi si è guastato.
* Il saluto l’ha lasciato Dio.

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