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Destiny

Solo suo. Solo sua.
In quell’ora. Erano l’uno dell’altra. La spiaggia era deserta, come sempre nelle albe d’estate quando le notti sudate cedevano il passo al sonno , ai sogni e ai risvegli di chi, come lei , amava sentire la sabbia fredda di buio , carezzarle i piedi. Ci pensava spesso :- Dove sarai? – e le veniva spontaneo alzare lo sguardo verso l’ orizzonte.- In fondo-, si diceva beffarda, irridendo se stessa – sei pur sempre un Gabbiano, potresti volare e cercarlo, invece di restare ancorata a questa sabbia , clessidra stanca di un Tempo non più amico!-
Mentre l’Estate scorreva.

Aveva messo il biglietto dentro la bottiglia. – Da quando era diventato così stupido?- Gli mancava tremendamente. Tutto di lei scorreva nelle immagini che aveva montato nel film della sua vita. Da predatore era divenuto preda indifesa di un ricordo che non voleva abbandonarlo. Aveva sperato morisse con lui quella Memoria che gli toglieva il respiro, che lo lasciava inerte come gli attacchi di quel male causa del suo esilio.
Un moto di stizza , un guizzo dell’antico Falco e rabbiosamente quella bottiglia piena del fiele di un foglio scritto fittamente , planava disordinata sulle onde divenendo inconscio veliero di un pensiero imprigionato nel vetro.

Mentre l’inverno scorreva.

Chi mischia le correnti? In quale grande pentolone il mare trova argini? Dove Estate e Inverno possono scambiarsi un bacio senza che Primavera e Autunno ne turbino l’amplesso?

Ali intorpidite aveva il Gabbiano. Nonostante il sole.

Ali senza volo ripiegava il Falco nonostante il vento.

Arrivò alla sua caviglia. Le sbatté contro portata da un’onda gagliarda.
Non l’ avrebbe notata se non fosse rotolata esibendo il suo contenuto attraverso la trasparenza del vetro.

L’incipit era una preghiera camuffata da orgoglio.
– Bastardo destino! Ti sfido! Se ci riesci trovala!-

Quella grafía…
E le ali di quel Gabbiano improvvisamente erano pronte al volo!

Disegno di Alfredo Lagni ” Il Falco e il Gabbiano”

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Published inAmore

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