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Diciassette anni dopo

Diciassette anni dopo .
Ma voglio cominciare dall’inizio, perché è bello, è struggente, fa stringere ed allargare il cuore. Lui è la’ in quella parte di me che solo io conosco e di cui mi prendo cura. Lui è la sua mano fresca al mattino, che mi saluta e va in stazione. Lui è la mano mia nella sua che a piedi andiamo a far la spesa, quella in grande, quella che mamma quando vedeva le tante buste esclamava: Ma qui ci mangia un esercito! E lui rideva e passava oltre. Lui chino sui libri di diritto, nelle sere mi faceva ripassare, paziente e poi basta andiamo a vedere il telegiornale. Lui è la zia Pia, le chiacchierate, le risate e i loro ricordi di gioventù. Lui è il borgo Scacciaventi, il portone antico al n. 22 e i volti allegri di Ines, di Francesco…lui e lo zio Enzo in negozio, chiavi, maniglie e papà aiutante cassiere . Lui il saggio, il consigliere, una buona parola per tutti, una pacca sulla spalla e via, vai avanti.
Lui che amava la vita, buongustaio del buon cibo, della bella compagnia.Lui e mamma un sodalizio di ferro, una sola anima, la stessa parola. Lui ed io la sua debolezza, la sua spalla. Lui è la sua grave malattia, nel dolore anelava parlarmi ,chiedermi , voleva essere vivo nel mondo. Eppure la malattia lo fiacco’, fino ad annientare ogni suo respiro. Invoco’ la morte ed essa pietosa, c’è lo lasciò nel letto esanime.
Lui il mio papà.

Pubblicato inAmore

2 Commenti

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Le storie dei lutti sembrano tutte uguali: strazianti e terribili per chi le scrive e per chi le legge e si immedesima e tornano alla sua mente (e al cuore) le immagini delle proprie situazioni simili.
    Ma se le storie si assomigliano, personale e unico è il vuoto “fisico” che i lutti lasciano in ognuno di noi. Quel calore della mano, quell’abbraccio poderoso, quello squillare del saluto: tutto questo rimane in noi e ci fa compagnia. E con il tempo e con l’età cominciano a parlare della nostra morte, di quando noi saremo i protagonisti di quei lutti e di come vorremmo che la sofferenza dei congiunti non sia così dilaniante come lo è stato per noi. Non sarà possibile…proprio perché tutti lutti si assomigliano.

  2. Carla Bisogno Carla Bisogno

    Le tue parole sempre così precise, dirette mi fanno pensare e sperare che oltre la nostra inevitabile morte fisica, rimanga qui tra i nostri cari, tra gli amici che ci hanno voluto bene il ricordo di qualcosa di noi di bello, di gentile, di amichevole… il ricordo che indelebile parlerà di noi.

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