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Disaster movie

CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Le persone si abbracciano tutte, felici, sorridenti, magari piove ma nessuno se ne importa, il peggio è passato, l’epidemia è vinta. E partono i titoli di coda.

I “disaster movie”.

Andavano di moda qualche decennio addietro.

Ecco, forse, spiegato il senso di “dejavu” che provo in questi giorni.

Ma qui non vi saranno titoli di coda, e forse la gioia non sarà cosi visibile, o forse non sarà nemmeno gioia.

I media avvertono che infine il rischio vero lo corrono gli anziani affetti da pregresse patologie gravi.

Sembra un sollievo. Ma basta cambiare il termine “anziani” con “i nostri affetti di una vita”, ed il quadro cambia, la paura si insinua, il dolore si fa acuto. I titoli di coda non appariranno.

Il disaster movie stavolta siamo noi.

Eppure mi viene in mente De Andrè, “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

Forse questa cosa ci imporrà di pensare, di capire. Forse tutto questo darà una spallata alla nostra scala di valori che vede in alto l’effimero, forse quando tutto sarà finito vorremmo riabbracciare i nostri amici, e scopriremo che vogliamo loro bene più di quanto immaginassimo, e forse non sentiremo le altre persone troppo distanti da noi, e forse potremmo accorgerci che non è stato poi così male l’esser costretti a passare un po’ di tempo in famiglia, e anche con noi stessi.

Forse il virus ci lascerà più umani di quanto ci ha trovati.
Ma a che prezzo!

l’immagine è tratta dal film Disaster movie (2008)

Pubblicato inGenerale

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