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Diversi si rinasce

Avete mai letto “Nati due volte” di Giuseppe Pontiggia?
Se non lo avete fatto, sappiate che insegna molto…

L’autore ci racconta il rapporto di un padre con il figlio disabile, con intensa umanità e un pizzico di misurata ironia.
Ad essere ironico è soprattutto il bambino, che affronta con coraggio e determinazione la propria situazione, riuscendo a farsi amare da tutti, nel tempo, anche per la sua illuminante intelligenza.
Lo do da leggere ai miei studenti, magari a distanza di qualche anno, per svariati motivi.
Oggi si parla molto di inclusione e questo libro aiuta senz’altro a comprendere i disagi di chi deve affrontare la strada come se fosse una montagna: non è spianato per il lui il sentiero, è tutto in salita, difficoltoso.
Aiuta quindi l’accettazione di chi ci pare diverso, senza esserlo in realtà, perché la differenza fa di noi persone irripetibili.
Il messaggio, insomma, giunge forte e chiaro: non esiste la normalità, ma solo l’unicità.
Ma poi, la cosa più bella è che i ragazzi, leggendo il libro, si identificano nel piccolo Paolo, ed esprimono poi le proprie frustrazioni, evidenziando altri motivi per cui loro stessi vengono esclusi: il colore della pelle, l’aspetto, le preferenze sessuali, la timidezza, la paura.
Molti sono i taciturni, chiusi nel loro bozzolo, timorosi di essere giudicati, soprattutto dai compagni, forse più fortunati.
Avrebbero necessità di un aiuto, ma spesso non sanno chiederlo, o non si fidano.
Personalmente ritengo che un libro, come in questo caso, li faccia sentire meno soli e dia loro il coraggio di aprirsi. Che li aiuti a capire che le persone non sono tutte pronte a puntare il dito e che spesso, se lo fanno, è perché loro stesse sono carenti, mancanti, sofferenti.
Pontiggia, infatti, descrive un universo di “normali” pieni di difetti: dal professore sordo senza nessun rispetto per una ragazza che ha difficoltà a parlare, al preside zoppo che pretende qualcosa in cambio per accogliere Paolo nella sua scuola.
Serve un percorso per accettare le nostre e altrui insufficienze, e quello di Paolo e dei suoi genitori ne è un esempio.

Immagine tratta dal web.

Pubblicato inGenerale

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