Salta al contenuto

Diversità divine

Le guardo. E mi sento scoppiare il cuore per un attimo, per un secondo, per un lungo secondo.

Ma qualche volta non mi basta guardarle.

Le osservo con scrupolosa attenzione, un dettaglio dopo l’altro e mi sorprendo a fare una cosa che i genitori fanno – ma casomai non la confessano nemmeno a se stessi: “di chi sono gli occhi? ed il naso e la forma del viso?”
Non lo faccio per trovare qualcosa di me in ciascuna di loro.

No.

Lo faccio per ammirare la straordinaria composizione che la natura, l’intreccio genetico, l’eredità di tante facce vissute prima di loro, ha creato, ha stampato sui loro volti.

E più osservo e più scompongo, più vedo che sono diversissime. Eppure in tanti ci chiedono se sono gemelle. Io non riesco a vedere una somiglianza nei particolari ma è come se avessero un’aura comune che le unisce.

Un tutto che incolla e che le fa brillare di una luce comune.

Ho sempre pensato di essere assolutamente incapace di avere una relazione forte, di gioco di racconti di favole di scherzi, con i bambini piccoli. Come se il bambino che è in me, che giocava sempre da solo. mi rendesse ingessato, immobile.

Ma poi: sono loro che cominciano a giocare con me: “papà facciamo che tu sei…” il loro bambino, questo o quell’animale, questa o quella figura del presepe.

E tutto quello che vogliono da me è che io sia lì, steso sul lettino, a fare ogni tanto qualche verso. E così posso dedicarmi a guardarle con attenzione, una per volta: e mi dico che la diversità è una cosa meravigliosa e che si vuole cercare la strada per arrivare al Signore è che passando da queste contemplazioni che la si può trovare prima.

Perchè la bellezza del creato è tutta lì, in quei particolari.

Diversi.

35
Published inGenerale