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Dolce come la cioccolata calda

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA DI CONTAME

 

 

A volte l’Amore è fuoco e ghiaccio, normalità e follia

anima pura e bellezza crudele

Un battito di ali magiche ed un cuore frantumato

L’amore è tutto ciò che siamo

Tutto ciò che non sappiamo ancora di essere

Kira Schell

Dedicato a chi ama e chi sogna e a tutti coloro che non hanno mai amato e sognato davvero

1

POV ISADORA

Tre anni prima

Mi chiamo Isadora, ho dodici anni e la mia vita è la danza. Faccio danza da quando ho tre anni. Il mio sogno più grande sarebbe ballare al Bolshoi in mezzo a ballerine dalle linee graziose e costumi scintillanti, ma purtroppo i miei genitori non incentivano la mia passione. Preferirebbero che mi dedicassi interamente allo studio, malgrado questo, per fortuna, posso permettermi di seguire quanti più corsi possibili. Vivo in un paesino sperduto della Russia, a momenti non esistiamo neanche secondo le cartine geografiche. Mamma è una signora sulla quarantina, ha i capelli rossi, gli occhi color menta e ha un sorriso da mozzare il fiato. Non si può dire che andiamo proprio d’accordo ma penso che a tutti siacapitato di litigare con i propri genitori, credo che il problema principale tra di noi sia che abbiamo dei caratteri veramente differenti. Papà e io invece siamo più legati, certo, è molto più severo e ha delle idee che non condivido, però tutto sommato va bene.

Isadora, vieni subito qui che c’è Alexander!

Mi chiama mia madre.

Alexander. Giusto, Alexander, mi ero completamente dimenticata di parlarvi di lui.

E’ il mio migliore amico, lo conosco da quando sono piccola, è più grande di me di qualche anno. Inutile dirvi che i nostri genitori sono molto amici e stravedono per noi. Ci vedono già come coppia, hanno praticamente programmato tutta la nostra vita futura insieme.

Eccolo lì davanti alla mia camera, sorridente. E’ sempre bellissimo con i suoi capelli castani semplicemente perfetti, i suoi occhi freddi come l’inverno russo e una maglietta bianca che non fa altro che risaltare il suo viso angelico, nonposso dire che sia un brutto ragazzo perché mentirei a tutti, ma lo vedo solo come un amico. Alexander è un ragazzo alto rispetto alla media, tutte le ragazze sono affascinate da lui, come dargli torto e mi detestano perchè mi dà attenzioni. Ammetto che lui è il mio unico amico.

Ehi Isa, dai sbrigati… usciamo!

Dopo esserci abbracciati prendo la mia borsa e scendo le scale seguita a ruota da Alex, indosso la giacca blu notte velocemente.

Divertitevi ragazzi! Alexander, tua mamma mi ha detto che rimani a cena da noi! Al sentire quella frase alzo gli occhi al cielo e usciamo di casa.

Alex non è antipatico, ma come già detto, mi dà fastidio il fatto che i nostri genitori diano per scontato il nostro futuro, come se fosse già stato programmato.

2

POV ISADORA

Oggi

Siamo partite da uno degli aeroporti di Mosca stamattina. Ho trascorso una settimana piangendo pregando mia mamma di non farci partire. Non voglio lasciare il mio Paese, mi manca già terribilmente e non è passata neanche un’ora. Per la prima volta ho visto piangere la mamma mentre salutava papà. Mancano ancora due ore prima di atterrare e sinceramente non so cosa fare. Lato positivo? Pausa da Alexander!!!!

Venezia, ore 12:20, 8°c gradi

 La voce del pilota mi svegliò.

Signore e signori grazie per aver volato con noi, a presto

Con tutta la calma del mondo aspettai che l’aereo si svuotasse per iniziare a scendere. All’uscita l’hostess ci salutò gentilmente.

Isadora non sei contenta? Finalmente vedi l’Italia! Wocapirai, fa un caldo terribile e siamo a Dicembre.

A quest’ ora, se fossimo stati in Russia, starei congelando per il freddo sotto le coperte, speriamo almeno che i posti siano belli come nelle fotografie.

Entrai in aeroporto seguita dalla mamma.

Dove andiamo adesso?

Chiesi un po’ spaesata.

Non avevo mai preso un aereo, era stata un’esperienza tutta nuova per me.

In teoria dovremmo andare al ritiro

L’ultimo aereo che aveva preso mia mamma è stato 16 anni fa, per il viaggio di nozze con mio padre quindi di certo, non era neanche lei un’esperta di aeroporti. Finalmente uscimmo dall’edificio e prendemmo un taxi. Guardai fuori dal finestrino pensando a quanto fosse diverso questo paesino europeo dalla mia Russia. Al posto delle distese innevate vidi imponenti mura, entrando, la cittadina sembrava viva nonostante fosse piccola. Arrivammo nella piazza principale e notai quanto tutto fosse diverso.

Cos’è quell’edificio?

Chiesi indicando un imponente monumento di mattoni.

In risposta, sotto lo sguardo basito di mia mamma, l’autista scoppiò a ridere fragorosamente. Dopo essersi ripreso si spiegò ironicamente.

Scusa cara, ma voi in Russia non le avete le chiese?

Oh, scusa! Da noi diciamo che hanno colori più brillanti e sono molto più sfarzose…

Risposi imbarazzata.

Il resto del viaggio lo passai in silenzio ammirando la cittadina medievale mentre mia mamma cercava di fare conversazione con il tassista. Alla fine del viaggio l’ autista parcheggiò davanti al nostro alloggio. Davanti a me si estendeva una piccola villetta color panna, con ampie vetrate e finiture in legno. Attraversando il giardino curato notai dalle appariscenti finestre un arredamento in stile barocco, che mi ricordò molto la mia vecchia casa. Entrammo nel grande giardino in stile inglese perfettamente curato e percorremmo il sentiero dopo il portone d’entrata in legno.

Wow, non pensavo ci fossero case così, o almeno non in un paesino: il corridoio ampio, i dettagli dorati e i vasi pieni di fiori. Se è tutto così potrei anche abituarmi a stare qui.

Salgo con relativa velocità le scale a chiocciola a causa dei bagagli.

Analizzo tutte le stanze e mi scelgo quella più grande, ha un letto bianco a baldacchino , ma èsemplice, la stanza è circondata da enormi vetrate e un piccolo terrazzino. Mi butto di peso sul mio nuovo letto, a pensare a tutte le cose che devo fare.

3

POV ISADORA

Mi svegliai a fatica nella mia nuova camera. La prima cosa che vidi fu la luce candida che filtrava dalle finestre dandomi la completa vista del giardino. Più tardi decisi di visitare il paese e passeggiare per il centro. Scesi per fare colazione con la mamma.

Cosa vuoi fare questa mattina tesoro?

Pensavo di andare a visitare un po’ Montagnana

Oh, che bella idea!

Vieni anche tu?

No grazie, sono ancora stanca dal viaggio.

Una volta pronta indossai il mio cappotto e raccolsi i capelli rosso fuoco in una coda. Arrivata in piazza vidi di sfuggita un’anziana signora, un po’ bizzarra uscire da un locale con dei libri in mano. A pensarci bene mi sarebbe stato utile un libro, in modo da migliorare il mio italiano. Entrai nel locale e la prima cosa che notai fu una parete piena di libri. Bingo! Cercai il mio genere preferito: i romanzi rosa.

Subito mi saltò agli occhi un libro dalla copertina semplice. Si intitolava “Dolce come la cioccolata calda”. Lessi, con qualche difficoltà, la trama e me ne innamorai subito.

Mi avvicinai alla cassa.

Buongiorno! Come posso aiutarla?

Mi chiese la commessa sorridendomi gentilmente. Era una donna di mezza età, dai bellissimi capelli biondi.

Buongiorno, vorrei comprare questo libro.

Ricambiai il saluto posando il libro sul bancone.

Sono sedici euro, grazie.

Lasciai i soldi sul bancone e chiesi.

Avrei bisogno di un’informazione.

Dimmi tutto.

Conosce un bar qui vicino?

Sì cara, a pochi passi da qui ce n’è uno che ha una cioccolata calda deliziosa, ma in realtà ce ne sono molti altri.

Più tardi mi ritrovai in un bar accogliente, di colore bianco, proprio davanti alla piazza. Quel pomeriggio era tutto pieno. Chiesi a una ragazza di turno di portarmi una cioccolata calda. In un attimo me la ritrovai tra le mani. Dato che dentro era tutto pieno decisi di sedermi fuori. Mi avviai verso l’entrata quando andai addosso a qualcuno. Alzai lo sguardo, incrociai occhi color pece, stanchi, aggiungerei malinconici. Lentamente spostai lo sguardo sul suo giubbino nero tutto macchiato dalla mia povera bevanda.

Ma che cavolo!

Imprecò fissandomi malamente.

La mia cioccolata calda!

Ribattei.

Ah, povera la cioccolata calda?!

Oh sì, scusami.

Uscimmo dal locale e lo aiutai a pulirsi. Si creò un silenzio imbarazzante.

Tu non sei di qui, vero?

A rompere il ghiaccio era stato quel misterioso ragazzo. Però, vedo che è molto perspicace.

Sì, sono russa. Piacere, Isadora. Gli allungai la mano e ci sorridemmo.

Thomas.

Rispose afferrando la mia mano. Avrei giurato di sentire un brivido percorrere la mia schiena… Thomas. Che bel nome.

Allora ci si vede in giro.

Mi salutò frettolosamente per poi sparire tra i portici.

Chissà se un giorno ci incontreremo di nuovo. A presto Thomas.

4

POV THOMAS

Come ogni mattina fu il suono della sveglia a farmi aprire gli occhi. Guardai l’ora: le sei precise. Bene. Indossai la tuta e presi le cuffiette. In pochi minuti mi trovai fuori casa, stavo andando a camminare.

Secondo me il mattino ha l’oro in bocca e nonostante sia tutto buio vado a correre ogni mattina. E’ il momento migliore della giornata, in cui smetto di pensare.

Alle 07.13 tornai a casa. La gente per strada era ancora poca. Quandoarrivai in cucina trovai la mia famiglia che faceva colazione.

Sembravano perfetti, non c’entravo niente. Mia madre stava portando delle tazze a tavola, miopadre ed i miei fratelli parlavano con serenità mentre mia sorella stava sorseggiando il suo succo, infine, sulla soglia, c’ero io.

Non faccio parte di questa casa, sono la pecora nera della famiglia.

C’è Thomas!!!

Gridò la mia sorellina indicandomi.

Corse verso di me e mi abbracciò calorosamente. Ero il suo fratello preferito, come darle torto. Mi cambiai, e dopo colazione mi incamminai alla destinazione: la scuola. Mamma mia che bello…

La giornata passò lentamente, forse anche troppo. Nel pomeriggio decisi di regalarmi una cioccolata calda prima di andare a prendere Valentina a danza.

Stavo entrando nel bar di fronte alla piazza quando…

Ma che cavolo!

Avevo il giubbotto pieno di cioccolata calda, direi che questo non era il mio giorno fortunato. Una ragazza dai capelli rossi mi ha appena rovesciato la sua bevanda calda, anzi, bollente, addosso.

Ma non appena incrociai quegli occhi color smeraldo la perdonai subito.

La mia povera cioccolata calda!

Oh, ma sul serio la cioccolata calda?! E io? Non si è accorta di avermi trasformato in un cioccolatino bollente.

Ah, povera la cioccolata calda? Ma seriamente?

Non sapevo se essere arrabbiato o ridere. Bah, il mio giubbino era praticamente da buttare.

Oh scusami.

Mi disse tutta rossa in viso e mi aiutò.

Ah, questa ragazza non l’ho mai vista, non sembra di qui.

Tu non sei di qui vero? Le chiesi.

Sì, sono russa. Piacere, Isadora.

Mi allungò la mano mostrandomi il suo meraviglioso sorriso.

Thomas.

Afferrai con delicatezza la sua mano graziosa. Se avessi potuto avrei fermato il tempo per ammirare la sua bellezza, i suoi capelli mossi, il suo sorriso contagioso, i suoi occhi preziosi e i suoi lineamenti nobili. Purtroppo la fortuna quel giorno mi abbandonò. Con la coda dell’occhio notai che dopo pochi minuti avrei dovuto essere a danza.

Allora ci si vede in giro!

La salutai frettolosamente. A malincuore presi il mio telefono e sfidai il tempo sperando di incontrare di nuovo Isadora.

 

5

POV THOMAS

Corsi velocemente tra i portici e senza fiato arrivai davanti alla scuola di mia sorella. Salutai la signora bionda all’ingresso e presi in braccio la mia principessa. Valentina appena mi vide fece un sorriso a 32 denti, e non feci a meno di pensare quanto fosse carina in quel body rosa. Arrivati a casa il mio sorriso svanì di colpo. Ci sedemmo a tavola e incominciammo a parlare delle nostre giornate, come al solito non emisi un suono. Ero perso nei miei pensieri quando mia mamma mi risvegliò.

Thomas caro, ti andrebbe di portare Valentina al cinema questo sabato?

Ma non possono andarci i miei fratelli?

Risposi, sbuffando.

Io ho gli allenamenti

E io devo studiare per un esame

Sporchi traditori.

Incrociai lo sguardo di mia sorella e come al solito mi convinse facendo gli occhioni dolci.

E va bene.

Risposi pentendomi già della mia risposta. Finito di cenare mi ritirai in camera mia e mi buttai sul letto.

Intravidi una macchiolina di cioccolata calda sulla manica della mia felpa e sorrisi pensando a quanto Isadora mi avesse migliorato la giornata. Ripensai ai suoi capelli color fuoco e al suo sorriso brillante. Finalmente mi addormentai sereno.

POV ISADORA

Ancora sorridendo mi avviai verso casa pensando che forse la mia vita qui non sarebbe stata poi così male. Entrando nella villetta salutai la mamma e corsi in camera. In attesa che la cena fosse pronta andai in camera mia e decisi di iniziare a leggere il mio nuovo romanzo. Stesa sul letto mi accorsi che proprio la prima pagina aveva una grossa macchia di cioccolato. La lettura mi venne impossibile. Ma non per colpa della lingua, bensì per colpa di quel misterioso ragazzo. Ripensai a quegli occhi scuri e a quel viso malinconico. A cena solitamente eravamo di poche parole ma stasera mia mamma prese l’occasione per raccontarmi di come si trovava qua.

A proposito Isadora, ho visto la locandina di un film che potrebbe interessarti.

Di cosa parla?

Parla di una ragazza che, come te, sogna di andare al Bolshoi. Non mi sono informata molto.

Grazie mamma, ci penserò.

6

POV THOMAS

Qualche giorno dopo…

Quel pomeriggio mi preparai per accompagnare mia sorella al cinema. Oggi aveva due adorabili codine, legate con dei fiocchetti gialli. Era stata mia madre a fargliele, a quanto pare aveva tempo per ognuno dei suoi figli, tranne me, ovviamente. Le allacciai il giubbino rosa confetto e uscimmo di casa. Con calma ci dirigemmo verso il cinema. Una volta arrivati davanti all’edificio, Vale indicò con entusiasmo una locandina.

Voglio vedere questo!!!

Il manifesto rappresentava una ballerina, potevo stare tranquillo sul fatto che il film le sarebbe piaciuto.

Allora andiamo! Le sorrisi.

Entrammo e comprammo i biglietti.

Dove preferite sedervi?

Vale, vuoi stare in platea o…

No, no, Voglio vederlo dall’alto, Thomas.

Sicura?

Chiesi per esperienza. Mia sorella sembra una bambina dolce e carina, ma a volte sa essere molto esigente.

Si, si.

Va bene, allora ecco i vostri biglietti, Buona visione!

Ringraziai e presi i biglietti. Salii le scale cercando di stare al passo di Valentina, che saltellava felice. Mi faceva sempre piacere vederla così. Una volta seduti nelle nostre poltrone, misi il telefono in silenzioso. Poco dopo vidi avvicinarsi una ragazza dai capelli rosso fuoco: l’avrei riconosciuta anche a un miglio di distanza. Era Isadora.

Chissà come sta la sua cioccolata calda. Si sedette proprio di fianco a me.

Ehi!

Mi salutò accennandomi uno splendido sorriso.

Ciao!

Vi conoscete?

Chiese curiosa mia sorella. Isadora le rispose sorridendo.

Diciamo di sì.

Mi fece l’occhiolino. Fermi tutti! Isadora mi ha fatto l’occhiolino?! Persi un battito. Le sorrisi e Valentina iniziò a fare le sue domande, quando scoprì che Isadora era una ballerina si “innamorò” di lei.

Uuh, ma allora tu e Thomas siete fidanzati? Thomas ha una fidanzata!

Le tappai la bocca scuotendo la testa, Isadora cambiò discorso.

Comunque mi chiamo Isadora, piccola.

Valentina, piacere.

Disse porgendole la manina.

Che bel nome! Quanti anni hai?

Abbastanza grande per portare gli anelli al matrimonio.

Dopo quella frase calò un silenzio tombale, il quale venne improvvisamente rotto dall’inizio del film. Mentre le due ragazze guardavano il film io guardavo loro, erano così prese che non mi guardavano neanche, mi bastava vederle così felici, sorrisi. Il film non durò tanto, ma Valentina rimase aggrappata alle poltroncine come una scimmietta per tutto il tempo, oltre ad aver mangiato metà dei pop-corn di Isa, beh, direi che si sentì a suo agio. Stava dicendo qualcosa all’ orecchio della povera Isadora. Mi sentii felice. Isa mi guardò e sentii che avrei potuto guardarla per giorni senza annoiarmi. Il mio cuore stava esplodendo di gioia.

Finito il film presi coraggio e chiesi a Isa.

Isa, vuoi che ci scambiamo il numero, così magari ci sentiamo?

Volentieri.

Vale non voleva più staccarsi da Isadora, ma le dissi che l’avrebbe rivista presto. Finalmente tornammo a casa.

Com’è andata?

Chiese mia madre guardando mia sorella.

Bene, grazie per l’interesse, mamma.

Quest’ultima alzò gli occhi al cielo.

Mamma lo sai che Thomas ha la fidanzata!

Si intromise la piccoletta.

Era ora!

Esultò mio padre.

Oh, povera ragazza…

Dissero i miei fratelli in coro. Tutta gelosia. Non sanno che a scuola ho la fila di ragazze. Comunque gli posso concedere quest’invidia. So benissimo di essere molto affascinante.

7

POV ISADORA

Era il 7 dicembre e dovevo andare a pranzo con Thomas. Non ero mai stata in quel locale ma mi ha confidato che si mangia davvero bene. Però c’era un grosso problema: avevo svuotato l’intero armadio senza trovare niente da mettere. Volevo essere elegante, ma senza esagerare. Alla fine optai per un gonna nera e un maglioncino bianco. Siamo usciti molto in questi giorni, dopo il cinema io e Thomas abbiamo iniziato a sentirci regolarmente. Inutile dire che stringere amicizia è stato molto facile, ma sentivo che c’era qualcosa in più, cercavo di non darci peso, in fondo un giorno o l’altro sarei dovuta tornare da Alexander.

Eppure con Thomas era tutto diverso, era impossibile annoiarsi con lui. Mi fece visitare tutta Montagnana, e cominciavo a innamorarmi anche di quel paesino, emanava un’atmosfera magica.

Pochi giorni fa mi ha portata sul mastio, che sarebbe la torre principale, abbiamo visto il tramonto dall’alto, da mozzare il fiato. Inoltre abbiamo pure scoperto di avere un sacco di cose in comune. Per esempio l’amore per la lettura, per la scrittura, infine, ma non per importanza, per la cioccolata calda.

Mi arrivarono dei messaggi proprio da lui.

“ Hey Isa ”

“ Dove sei? ”

“ sto arrivando ”

Bugia. In realtà dovevo ancora finire di prepararmi. Mi sistemai velocemente i capelli e corsi per tutta Montagnana facendo il possibile per arrivare puntuale.

Eccomi!

Dissi col fiatone. Lui mi guardò ridendo. Cosa rideva, lo vorrei vedere a correre con gli anfibi nuovi.

Ehi! Tu non hai fatto la maratona con le scarpe nuove!

Un rimprovero decisamente meritato.

Ma tu non dovevi essere già pronta?

Ehmmm. Sorrisi imbarazzata non sapendo come rispondere. Di certo non avrei mai ammesso davanti a lui che non sapevo cosa indossare. Poco ma sicuro.

Entriamo?

Chiesi cambiando completamente discorso.

Meglio di sì, gli atleti hanno bisogno di energie.

Ammiccò, in risposta gli diedi un piccolo pugno sulla spalla, che servì solo a farlo ridere ancora di più. Che sciocchino.

Il locale non era molto grande, ma era accogliente, aveva un sapore rustico. Il legno scuro e le piastrelle in terracotta rendevano semplice e caldo l’ambiente. Mi faceva proprio pensare a quelle antiche osterie, sfondo di pazzi avvenimenti nei libri, i miei amati libri. Ci fecero accomodare a un tavolo per due in una saletta appartata. Tra risate e chiacchierate, il pranzo passò in modo assurdamente veloce. Sperai di restare qui ancora per molto. Non avrei saputo dire addio a Thomas.

 

8

POV THOMAS

E’ un altro giorno e, fortunatamente, sono vivo. Mentre mi preparavo per andare a scuola mi venne in mente di non avere lavoro da fare. Quindi avrei potuto fare un giro con Isa. Devo ammettere che da quando è entrata nella mia vita mi sento felice, mi sento al posto giusto.

Le inviai un messaggio e scappai perché ero in ritardo, come al solito. Arrivai giusto in tempo per le otto e mi sedetti pronto per un’ altra noiosissima giornata. Come previsto non ascoltai una parola di tutte le lezioni, che avrebbero avuto fine dopo cinque minuti.

Uscii dalla segreteria e mi scontrai con qualcuno. Capisco chi è dai capelli rosso acceso.

Non riesci proprio a non venirmi addosso.

Scusami

Le sorrisi

Come mai qui?

Ummm…così. Mi andava di farti una sorpresa.

Senti, hanno aperto la pista di pattinaggio in piazza, andiamo?

Ti manca la Russia? Se vuoi svuoto tutto il freezer. Vale ha anche un pupazzo pinguino, penso che te lo darebbe volentieri.

Ha ha ha, divertente. Allora? Vogliamo andare?

Andiamo dai.

La presi per mano. La vidi arrossire ma decisi di ignorare l’imbarazzo. Camminammo in silenzio verso la piazza. Le guance di Isadora erano rosse dal freddo. Ma non era russa? La guardai sorridendo, penso di non essere mai stato così felice in vita mia. Entrammo nella pista semi vuota, sinceramente non avevo la minima idea di come si pattina, ma pur di vederla felice lo feci. Stava davanti all’albero di Natale con un sorriso gigante e le guance tutte rosse, si perdeva a guardare la piazza addobbata, i negozietti pieni di addobbi e le persone infreddolite che passeggiavano sotto i portici. Guardai i suoi occhi che luccicavano come lucine. Si girò verso di me e mi fece cenno di raggiungerla. I miei sforzi furono miseri, penso di esserle sembrato un pinguino. Sentii la sua risata e Dio, per risentirla avrei pensato di diventarlo davvero.

Thomas sai pattinare?

Chiese con un sorrisetto.

Abbassai lo sguardo, mi sentii veramente stupido, negai con la testa.

Mi afferrò la mano e cominciò a spiegarmi come fare, non so se era perchè me lo stava spiegando lei ma riuscii a muovermi, più o meno. Piano piano cominciai a riuscirci, iniziai a pattinare, e a un certo punto: bum! Ero scivolato. Guardai Isa che cercava di rimanere seria, ma scoppiammo entrambi a ridere. Mannaggia al suo sorriso contagioso!

Mi aiutò a rialzarmi.

Stai bene?

Si, non mi sono fatto niente.

Per aiutarmi nello spostamento, mi prese uno di quegli stabilizzatori per i bambini. Mi sentii preso in soggezione, mi guardavano tutti.

Sapevo che alle sei in punto avrebbero acceso l’albero. Dovevo chiedere una cosa alla mia Isa.

13 minuti alle 18.00

Mentre pattinavamo verso l’albero cercai le parole giuste, le cercai nei suoi occhi verdi, ma mi ci persi solamente. L’ansia in me continuava a crescere.

5 minuti alle 18.00

Dopo vari giri arrivammo finalmente sotto l’albero. Lei stava osservando il paesaggio intorno a noi, raccolsi tutto il mio coraggio. Ora o mai più.

Ehi Isa

Si voltò regalandomi un meraviglioso primo piano del suo viso angelico.

3 minuti alle 18.00

Devo dirti una cosa.

Feci il possibile per non balbettare. Il mio cuore galoppava come uno spirito libero. Non riuscivo a fermarlo.

Dimmi pure

Presi un bel respiro.

2 minuti alle 18.00 

Senti Isa, ti amo. Dalla prima volta che ti ho vista, ogni volta che sorridi fermerei il tempo solo per ammirarti, quando il mio sguardo si incrocia con il tuo mi perdo nei tuoi occhi…

1 minuto alle 18.00

Isadora mi guardò stupefatta, avevo paura. I secondi non sembravano passare, era straziante. Si avvicinò a me.

Ore 18.00

Mentre io e la mia Isa ci davamo il nostro primo bacio l’albero si illuminò.

 

9

POV THOMAS

Io e Isadora eravamo fidanzati da un giorno, non la vedevo da 8 ore, 13 minuti, un sacco di secondi, e la cosa non mi piaceva affatto. Sapevo che era un po’ presto, ma volevo presentarla alla mia famiglia. Mi sembrava di conoscerla da una vita, ma non avrei potuto nemmeno immaginare di vivere senza di lei. E se si fosse già stancata? Se non mi volesse più? Le scrissi un messaggio.

“Buon giorno“

“Ehi, come va?”

“Mi manchi”

“Anche tu <3 ci vediamo dopo?”

“Si amore, ti vengo a prendere”

Mi vestii in velocità, non vedevo l’ora di vederla. mi andai a mettere la giacca quando una testolina fece capolino all’entrata.

Dove vai Thomas?

Mia sorella non riesce a farsi mai gli affari suoi.

E’ una sorpresa.

Daii Thomas!!!

Non te lo dico.

Uffa!

Mise il broncio. Non riuscivo a vederla così.

E va bene, te lo dico.

Subito spuntò sul suo visino un sorrisone. Io intanto mi diressi verso la porta.

Thomas! Dove vai! Devi dirmi il segreto!

Non ho detto che te lo dicevo adesso.

Uscii in velocità di casa e mi avviai. Passando per la piazza comprai due cioccolate calde, purtroppo a me ne era destinata una sola.

Arrivai davanti a casa sua, beh si, mi aspettavo una bella casa, ma questa superava tutte le aspettative. Suonai il campanello impaziente di vederla.

La vidi arrivare, indossava un lungo cappotto nero, un vestito del medesimo colore e i suoi lunghi capelli rossi le ricadevano come un’opera d’arte sulle spalle. Quando vide cosa tenevo in mano sembrò diventare ancora più felice, corse verso di me e mi diede un bacio.

Buon giorno!

Mi sentivo in paradiso.

Isa, vorrei portarti in un posto.

Oh, si va bene.

Disse sorseggiando la sua cioccolata. Entrammo dentro le mura e la condussi nella stretta stradina che portava alla mia “stupenda” casa.

La feci fermare davanti casa.

Voglio presentarti la mia famiglia, ti va?

Annuì rossa in viso.

Si,si.

Poco dopo la porta si aprì. Mia madre appoggiò il corpo esile allo stipite della porta. Ci guardò con gli occhi castani pieni di gioia.

Ma come è possibile?

Si mise una mano tra i capelli biondi e sorrise.

Prego, entrate.

Ci porta in cucina dove tutta la famiglia è già riunita.

Isadoraaaa!

Vale urlò saltandole addosso.

Valentina, lasciala stare!

La rimproverò mia madre.

Non si preoccupi signora, è una bambina così carina, non mi dà alcun fastidio.

Perché non è tua sorella.

Commentai.

Lei è Isadora, è la mia ragazza.

Dissi stringendole la mano.

A cena i miei genitori fecero conoscenza con Isa, avrebbero preso lei come figlia al mio posto. Dopo cena ci riunimmo in salotto per guardare un film natalizio, non era nei miei interessi ma Isa mi aveva detto che per lei andava benissimo. Quando i miei genitori e i miei fratelli andarono su, Isadora e Valentina mi chiesero di preparargli della cioccolata calda, come potevo non accontentare i miei due amori? Quando tornai le vidi stese sul divano, sotto una coperta che dormivano abbracciate. PENSO DI ESSERMI INNAMORATO PER LA SECONDA VOLTA della stessa persona. Si può? Non lo so, ma di fatto è così.

Scattai loro una foto, che è diventata il mio sfondo del telefono. Isadora, cosa mi stai facendo?

10

POV ISADORA

Per quella sera decisi di mettere un jeans a vita alta, una camicia bianca e un panciotto del medesimo colore. Pettinai i capelli e mi preparai per uscire infilandomi dei semplici mocassini ai piedi e coprendomi con un cappotto.

Come sempre Thomas era sotto casa mia ad aspettarmi. Il mio principe azzurro. Scesi le scale velocemente in modo da non perdere un secondo con il mio amore.

Ieri mi aveva proposto di andare a cena fuori.

Ciao amore.

Gli dissi strappandogli un rapido bacio sulle labbra.

Come siamo belle stasera!

Disse, per poi avvicinarsi e stamparmi un dolce bacio sulla guancia. Camminammo mano nella mano fino alla meta prestabilita che si rivelò essere il sushi. Delle gentili signore ci fecero accomodare al tavolo assegnato. Accendemmo i tablet e ordinammo.

Allora …

Disse Thomas per rompere il ghiaccio.

Come ti sembra vivere a Montagnana?

Ingoiai ciò che avevo messo in bocca e risposi.

Sinceramente non saprei, non sono abituata a dei paesi così piccoli ma devo dire che ha un fascino tutto suo.

Sono contento! Ordiniamo dei noodles?

Certo!

Appena ci arrivarono le ordinazioni ci affondammo nell’assaggio: ci fu una sorpresa.

Sento nelle mie labbra il sapore di menta. Apro gli occhi e mi ritrovo Thomas che mi guarda con occhi sognanti. Abbasso lo sguardo e mi viene rivelato il perché di quel gusto di menta fresca: io e Thomas ci stiamo baciando!

Ci stacchiamo imbarazzati e decidiamo di finire qui il nostro appuntamento. Ci dirigiamo alla cassa e lui si offre di pagare, poi mi accompagna a casa e neanche un minuto dopo essere entrata mi riempie di messaggi per ringraziarmi della magnifica serata .

“ Sono stata bene anch’io stasera “

“ Buona notte,amore ”

 

11

POV ISADORA

A colazione mia madre iniziò uno dei suoi soliti monologhi. Come se ne avessi bisogno.

Com’è andata ieri sera?

Bene.

Dissi contenta tagliando il discorso.

Mi ricorderesti il suo nome?

Thomas.

Dissi alzando gli occhi al cielo.

Oh cara, Non fare così, non posso ricordarmi di tutto!

A proposito, ho una sorpresa per te, tra quattro giorni torniamo in Russia!

No, no, no sto bene qui, mi trovo bene non fa freddo come a casa e potrei benissimo studiare qui.

Cara non dire sciocchezze, non sei contenta di rivedere tuo padre, i tuoi amici e Alexander?

Si, ma…

Niente ma, è già deciso, si torna in Russia tra quattro giorni.

E Thomas?

Andiamo, lo sapevi che prima o poi saremmo dovute tornare!

Ma io e Thomas stiamo insieme.

Ribattei prendendo un bel respiro.

Non azzardarti a dire una cosa del genere, io e tuo padre abbiamo fatto il possibile per garantirti una vita agiata.

Ma io non volevo questo, volevo essere semplicemente una ragazza normale e felice.

Isadora sei troppo piccola per capire, smettila.

Scoppiai in un pianto disperato ma non sembrò importarle, corsi in camera mia sbattendo la porta. Non volevo tornare a casa, volevo stare qui, avevo finalmente trovato una persona che mi faceva stare bene e pensavo di amare.

Sentii mia mamma salire le scale.

Dai amore, scendi.

Mi disse dolcemente, mi guardava con compassione.

Scesi le scale con l’umore sotto le scarpe, e gli occhi ancora lucidi dal pianto.

Mi dispiace amore, ma ormai è deciso, dobbiamo tornare a casa.

Penso che dirlo a Thomas sarà la parte più complicata per entrambi

12

POV THOMAS

Tommy, svegliati dai!!!

Apro gli occhi a fatica trovandomi davanti la mia sorellina che mi fissa. Un po’ inquietante, se devo essere sincero, come risveglio. La aiuto a salire sul letto.

Buongiorno Vale!

Papà ha portato le brioches. Mi dice sorridendo

Andiamo subito a mangiare allora!

La prendo in spalla e arriviamo in cucina ridendo.

Oh, ciao Thomas dormito bene?

Vidi per la prima volta mia madre sorridermi sincera.

Si si, grazie!

Ci sedemmo a tavola e mi sentii finalmente parte di questa famiglia.

Come va con Isadora?

Oh bene grazie papà .

Dissi sorridendo. Mi risvegliò proprio una sua notifica. “ Hey, amore, andiamo fuori questo pomeriggio?”

Mi sto preoccupando. Di solito mi invia tre cuori. Cos’è successo?

“va bene tesoro”

Nel pomeriggio Isadora mi sembra in pensiero, tanto che non fa nessuna battuta come invece è solita fare.

Isa è successo qualcosa? Le chiesi dolcemente, ma allo stesso tempo in pensiero.

Thomas…

Dice piangendo

Che succede?

Mia madre…

Sta piangendo

Dobbiamo tornare in Russia.

Tra quanto?

Quattro giorni…

Sono scioccato! Non ci posso credere, non può essere vero! L’abbraccio cercando di coccolarla, ma sembra che stia peggio di prima. Mettendomi in ginocchio davanti a lei, come se fosse una bambina, la guardai negli occhi.

Possiamo scappare! Troveremo una soluzione, questo è poco ma sicuro!

Sembra si stia calmando.

Thomas non capisci! Per quanto mi piaccia stare qui, per quanto il mio primo pensiero non siaquello di tornare in Russia, per quanto l’italiano sembra non voler togliersi dal mio cuore e soprattutto per quanto ti amo, non penso che cambierà qualcosa fare come tutti gli adolescenti immaturi che scappano solo perché non sanno risolvere un problema sicuramente più semplice di questo.

Ma Isa…

Niente, ma Thomas…

Mi fermò mettendomi un dito davanti alla bocca per zittirmi. Poi continuò.

I miei hanno deciso questo, ti auguro il meglio e promettimi una cosa …

Disse asciugandosi le lacrime che gli rigavano il volto.

Tutto ciò che vuoi.

Promettimi che ogni volta che ti sveglierai, avrai sempre il sorriso più bello che abbia mai visto in questi giorni.

Di mia spontanea volontà misi le mani nelle tasche del giubbotto e grazie al tatto della mano mi imbattei in una scatolina di velluto. Mi venne un’illuminazione!

Ti posso promettere un’altra cosa?

Lei mosse la testa per farmi capire che potevo andare avanti . Tirai fuori la scatoletta e pian piano l’aprii .

Ti prometto che tra dieci anni ci ritroveremo nella nostra casa e saremo felici con la nostra famiglia.

Tolsi il gioiello dalla scatolina che lo custodiva e mi alzai per metterglielo al collo .

Il ciondolo era composto da una tazza in oro bianco e avevo fatto mettere dei brillantini dentrola tazza per cercare di rappresentare la cioccolata calda del nostro primo incontro. Nel retro c’erano incise due iniziali. Le iniziali più significative del nostro amore : T + I .

Lei dopo aver guardato per bene ogni più piccolo dettaglio della collana mi guardò, si alzò e mi diede il bacio più bello del mondo, il bacio che mi aveva dato tutte le emozioni e le sensazioni ma che non avrei sentito più per molto tempo. Il bacio che speravo avrei avuto di sperimentare solo io.

Sono quasi le cinque e mezza e il sole sta tramontando qui a Montagnana . Chi l’avrebbe mai detto che anche nei paesini più sperduti del mondo potessero succedere le cose più sconvolgenti di tutto l’universo?!? Decido di accompagnarla a casa per l’ultima volta. L’ultima volta che percorrerò questa via, questa strada insieme a lei. L’ ultima volta che sorriderò per davvero. Vorrei aver avuto un altro ricordo di lei, avrei voluto che mi sorridesse come se andasse tutto il bene, almeno sarei sopravvissuto un po’più facilmente alla notizia di non rivederla mai più.

13

POV ISADORA

Ho pianto per quattro ore di fila da quando è partito questo stupido aereo, non riesco a non pensare a Thomas, credo, sono contenta di tornare a casa, ma d’altro canto voglio Thomas. Mi asciugo le lacrime pronta a scendere dall’aereo. Dopo aver preso le valigie, ad aspettarci stava papà all’ uscita dall’aereoporto. Gli corsi incontro abbracciandolo.

La mia piccolina è a casa

Disse mio padre. Io lo abbracciai ancora più stretto. Salimmo sul suv nero.

Fuori dal finestrino al posto delle imponenti mura trovavo immense distese di neve, e ancora neve, e neve. Poco dopo arrivammo a casa. Tornai nella mia camera, mi sembrava vuota, come se mancasse qualcosa. Andai in cucina e presi dello spago e alcune mollette, aprii la valigia e raccolsi tutte le foto di noi due che Thomas mi aveva dato quella mattina stessa.

Cercai di non piangere mentre le appendevo allo spago. Così mi sarei potuta almeno ricordare di quei giorni in cui ero stata veramente felice.

Alcuni giorni dopo

Ormai le festività erano finite, l’unica cosa bella di quel giorno sarebbe stato il ritorno alle lezioni di danza. Indossai calze, body, gonna, scaldacuore e scaldamuscoli.

Una volta entrata in sala le mie compagne mi accolsero e mi fecero domande sull’Italia.

Come ti è sembrato?

Magico

Poco dopo anche la maestra entrò in sala. In breve iniziò la lezione.

Il tempo scorreva lento, mi gustai ogni esercizio, ogni nota, ogni passo. Ancora una volta la danza mi aveva offerto rifugio dalla tristezza. Finita la lezione, a malincuore, mi avviai verso casa.

Tornata da danza vidi Alexander sulla porta. Mi misi a piangere, ma non erano lacrime di gioia. Pensai a come si sarebbe sentito Thomas. Mi sarebbe corso incontro e mi avrebbe preso in braccio. Non feci a meno di pensare a quanto sarebbe stato diverso adesso. Come una volta le nostre famiglie si riunirono per cenare insieme. Di solito partecipavo alle conversazioni, ridevo, ma quel giorno ero assente. Mi risultava incredibile pensare al fatto che nemmeno la danza fosse stata in grado di venire in mio soccorso.

Allora Isadora, ti è piaciuta l’Italia? Come ti è sembrata, cara? A chiedermelo era stata la madre di Alexander.

Indossai ancora una volta la maschera della ragazza perfetta.

Benissimo, sotto le feste i paesini italiani hanno un fascino pittoresco, ci tornerei un milione di volte.

Risposi cercando di sembrare il meno malinconica possibile.

Beh, se ti è piaciuta tanto potresti farti portare da Alexander per il viaggio di nozze. Propose mio padre. Se avessi potuto avrei preso il primo aereo per l’Italia ma se fossi tornata avreiritrovato il Thomas che avevo lasciato pochi giorni prima? Probabilmente si era già dimenticato di me, probabilmente ci sarebbe stata un’altra tra le sue braccia, probabilmente il suo cuore era passato a un’altra ragazza.

Accompagnando come solisti i miei tristi pensieri, il resto della tavolata discuteva sul mio futuro.

Ero come una bambola, piccola e impotente.

Comandata da tutti. Forse un giorno sarei tornata libera. Libera di amare.

14

POV THOMAS

Sono disperato, quel minimo di gioia che era in me è stata spazzata via, disintegrata da uno stupido aereo. Come se non bastasse Isadora mi ha bloccato su tutti i possibili social, dicendomi che è meglio così per entrambi. Non la capisco, dopo tutto quello che abbiamo fatto insieme, le uscite, la collana… niente, lei mi lascia con un dannato messaggio. Stamattina ho evitato tutti e le loro domande, sono già abbastanza arrabbiato, quindi non mi sembrava il caso di peggiorare la situazione. La mia famiglia non sa neanche che è partita, glielo dirò stasera. Non capisco tutto questo interesse improvviso verso di me da quando c’è Isadora… Mi chiudo la zip del giubbotto perché fa un freddo cane, sto congelando,cammino da ore sotto i portici addobbati, consapevole di essere probabilmente l’unico che non si sta gustando l’atmosfera natalizia.

Ripenso alla MIA Isadora a quanto mi manca, non le ho mai detto che era bella come Napoli, come l’acqua cristallina, che i suoi capelli erano fuoco vivo in cui mi sarei bruciato volentieri, che aveva due pozze verdi al posto degli occhi, che avrei voluto passare ore a contemplarla come fosse il quadro più bello del Louvre. Mi sono innamorato di lei vedendo i miei occhi riflessi nei suoi, i suoi occhi mi hanno trascinato dentro di lei come mani, lei era arte, era un minuto di quiete in un mondo che cerca caos.

Lei mi ha prosciugato fino all’ultima goccia, ha messo radici nel mio cuore per poi sradicarle. Se ne è andata come non fosse niente, come non fosse lei, come se fosse un ladro.

E la odio per questo.

Non mi accorgo neanche di essere andato addosso ad una coppia che passeggia, si guardano negli occhi come se non fosse successo niente. La ragazza ha i capelli blu e ha un sorriso che scalderebbe la Siberia, lui la guarda incantato, e mi ricorda me. Gli sorrido amaramente prima di scusarmi e andare oltre. Sento mancarmi l’aria anche se sono all’aperto, d’improvviso il mio viso si bagna di pioggia, ma non sta piovendo. Mi affretto a tornare a casa, ma non vedo niente, la mia vista è offuscata. Mi trascino fino ai gradini di casa mia,dove mi accascio piangendo.

Dopo essermi calmato, entro.

Thomas sei tu? Mi chiama mia madre

Sì mamma.

Vieni un attimo in cucina…

A passo pesante la raggiungo.

Oh, ma sei solo? Pensavo ci fosse con te Isadora

No, non c’è!

Beh, invitala perchè ho preparato anche per lei la cena

Mamma, Isa non verrà…

Perchè dici così? Suvvia non mi sembra sia andata poi così male l’ultima volta… mi interrompe.

Mamma fammi parlare, Isadora è tornata in Russia…

Le dico cercando di trattenere le lacrime.

Ora, se vuoi scusarmi vorrei andare in camera mia.

Salgo le scale, stufo di tutto, sbatto la porta di camera e mi butto sul letto. TI ODIO ISADORA.

15

POV ISADORA

Avevo sempre sperato che quel giorno non arrivasse mai, invece mancava veramente poco. Quel giorno era quello dove io avrei giurato amore eterno ad Alexander. Il nostro matrimonio. Mi trovavo nella mia camera, quella dove ho vissuto infanzia e adolescenza, dove ho riso e ho pianto.

Nello specchio davanti al letto si vedeva un riflesso. Una ragazza snella indossava un vestito bianco, interamente rivestito di pizzo, un corpetto elaborato, la gonna ampia, lo strascico infinito. Quella ragazza era bellissima, aveva dei lineamenti graziosi e degli splendidi occhi verdi. Ma la parte atroce di quel riflesso era il volto triste della giovane donna. Quello era il mio riflesso. Dopo anni ancora non ero in grado di capire.

Cara, sembri un angelo sceso in terra.

Anche Thomas mi avrebbe detto una cosa del genere. Thomas.

Contro le mie aspettative non c’era stato giorno nel quale non avessi pensato a lui, a quei capelli scuri, a quegli occhi malinconici. Mi sembrava impossibile, pensavo che prima o poi queigiorni sarebbero stati solo un bel ricordo: invece no. Forse l’errore più grande della mia vita era stato non rendermi conto di quanto fosse profondo quel legame che ci teneva uniti. Mia madre si fece avanti.

Si sedette sul letto con un portagioie in mano.

Tesoro, dobbiamo scegliere quali gioielli indosserai il grande giorno.

Certo.

Aprì la scatola e cominciammo a selezionare collane e orecchini, stavo cercando di prendere una collana d’argento quando ne intravidi un’altra. La presi e la strinsi forte tra le mani. Era l’unica cosa che mi era rimasta di noi. Una lacrima mi rigò il viso…

Avevo passato anni a portare quel fardello sulle spalle, non so se avrei retto ancora a lungo. Volevo la mia libertà. L’anima è come il vento, non si può imprigionare.

  • Tu non vuoi sposare Alexander.

A parlare era stata mia madre, aveva lo stesso sguardo di quando mi disse che avrei dovutodire addio a Thomas. Compassione. Ecco cosa vedevo in quegli occhi conosciuti.

Si mamma.

Hai ragione, non è giusto, tu devi andare.

Non mi sarei mai aspettata che mia madre pronunciasse parole simili.

Dove?

Dove ti porta il cuore, io non ci sono riuscita, ma questo non significa che tu non possa farlo.

Forse queste erano le parole più belle e sentite che mi avesse mai regalato. Voleva che io fossi libera.

Grazie mamma.

E come una bambina caddi in lacrime fra le sue braccia. Quella fu l’ultima volta che vidi la mia famiglia, ma non ho alcun rimpianto.

Di notte presi l’aereo che mi avrebbe portata finalmente a casa. Ero impaziente. Finalmente atterrai. Presi il primo taxi per la mia destinazione finale: Montagnana. Mi fermai davanti a un edificio come gli altri, suonai al campanello, era un’attesa disperata, ma non potevo fare altro che provarci. La porta si aprì.

Al posto del ragazzo che avevo lasciato trovai un uomo talmente bello che i classici lo avrebbero tranquillamente potuto credere un dio. Sembrava la versione reale di un’opera di Canova. Ma c’era una cosa che non aveva cambiato: gli occhi.

Gli stessi occhi malinconici di una volta, con il loro fascino, erano sempre stati perfetti. Appena mi vide i suoi occhi si illuminarono, proprio come la prima volta. Mi sarei aspettata di tutto, che mi cacciasse via, che mi rimproverasse, che non mi volesse vedere mai più. Invece mi accolse tra le sue braccia, nonostante fossero passati anni, lui era lì, ad aspettarmi.

Scoppiai in un pianto di gioia.

  • Bentornata a casa, Isa.

Ero finalmente tornata.

Epilogo

10 anni dopo

 “Si conobbero. Lui conobbe lei e sé stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e sé stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così” . (Italo Calvino)

 Pov Isadora

Sono in una casa color panna, mi trovo in un salotto con un camino acceso, delle foto e dei quadri appesi alle pareti che raccontano una storia, vedo del disordine, dei giochi per terra. E’ casa mia, è la mia storia.

Mi sono sposata tre anni fa con l’amore della mia vita, Thomas mi ha fatto la proposta davanti adella cioccolata calda, ora abbiamo tre bambini, un maschietto e due femminucce. Sto pettinando i capelli rossi della mia bambina quando lo vedo arrivare, il mio corpo è attraversato da un brivido, mi fa ancora questo effetto nonostante siano passati anni dal nostro primo incontro.

Si siede dietro di me e mi bacia, avvolgendomi le braccia intorno al corpo. Quest’uomo mi ha stregata, mi ha intrappolata nei ricordi.

Ogni volta che lo vedo, ha sempre gli stessi occhi eppure è come se fosse la prima volta che lo vedo, che mi innamoro; come fosse l’unica cosa bella in questa terra, come se ogni alba, tramonto nascesse dal suo sorriso. E’ fatto di costellazioni, di stelle infuocate.

E malgrado cercassi un pezzo di lui in altri, come in Alexander, è sempre stato lui ad avere il pieno controllo del mio cuore.

L’ho cercato dappertutto, ma bastava guardarmi dentro per ritrovarlo.

Sai che giorno è?

Mi sussurra all’orecchio.

Oddio, che mi sono dimenticata?

Dieci anni fa, sotto un albero di Natale ti promisi che proprio oggi, io e te saremmo stati insieme, in una casa tutta nostra, con i nostri bambini…

Mi vengono le lacrime agli occhi, piango di gioia e lo bacio, sento che sorride

Buon Natale in anticipo

Mi dà un pacchetto regalo.

Cos’è?

Aprilo e vedrai…

Lo scarto e se prima stavo piangendo ora sono un fiume, è il libro che avevo con me quando ci siamo scontrati in quel bar, “Dolce come la cioccolata calda”, è proprio quello, è ancora tutto macchiato, non sono mai riuscita a leggerlo del tutto per via delle macchie ma non ho mai voluto comprarne un’altra copia.

Mi prende le mani tra le sue.

Sai, se potessi, ti risposerei altre centomila volte, ti amo così tanto Isadora che non ne hai idea…

E anche se non siamo sempre perfetti, anche se discutiamo, ci amiamo come nessuno ha mai fatto.

LUI è la MIA CASA.

E quando lo ho incontrato per la prima volta, lo avevo sognato così tante volte che guardandolo negli occhi l’ho riconosciuto subito.

PER SEMPRE NOI DUE.

La mia Russia, la mia terra, la mia famiglia che nonostante non approvino questo amore, rimarranno sempre nel mio cuore ma ora la mia casa è qui, in italia, con il mio amore, Thomas e i miei splendidi bambini.

 

FINE

Cari lettori e lettrici,

siete giunti alla fine di questo nostro piccolo progetto,che però per noi ha significato davvero molto.

Siamo tre ragazze di terza media e abbiamo fatto il possibile per portare a termine la nostra missione.

Con la nostra passione per la scrittura e la lettura, quando ci è stato proposto questo progetto, non ci abbiamo pensato due volte prima di accettare.

Fin da subito abbiamo cominciato a pensare a miliardi di storie diverse, ma questa è stata l’ unica a essere entrata nel cuore di tutte noi. Per la delicatezza di Thomas nell’ esprimere i suoi sentimenti e per il coraggio di cambiare anche solo in parte la propria vita, che caratterizza Isadora.

In questa storia non esistono personaggi cattivi, ma neanche quelli buoni. Ognuno di loro ha i suoi punti vista, proprio come noi. Sarebbe stato bello aggiungere i pensieri e le emozioni di tutti, ma a causa del tempo limitato non è stato possibile. Chissà, magari un giorno riusciremo a creare una versione ampliata di questa storia.

Innanzitutto vogliamo ringraziare voi, per averla letta. Non esiste scrittore senza lettore.

Un ringraziamento speciale va alla nostra prof. essa di arte e immagine, che ci ha informate e invitate a partecipare a questo concorso, ma sopratutto va alla nostra prof.ssa di lettere, senza di lei non sarebbe stata possibile la realizzazione di questo progetto.

Vogliamo davvero ringraziarla non solo per aver creduto in noi ma anche per averci dedicato tempo prezioso per farci uscire e scrivere durante le sue ore. Ci sembra impossibile tornare a seguire le lezioni come prima, a non pensare a quanti capitoli dovremmo scrivere oggi per portarci avanti e a tutto il lavoro da fare. Questo libro è ormai diventato parte di noi, proprio come Isadora e Thomas.

Montagnana è stata la nostra musa ispiratrice, una città che durante il periodo natalizio si dipinge di un’atmosfera magica, in cui tutto non sembra reale, dai portici addobbati al grande albero in piazza che scalda sempre i nostri cuori. Vi presentiamo così il nostro libro sotto forma di un pacchetto regalo.

Questo è il nostro regalo per voi e per tutta Montagnana, speriamo vi piaccia. Buone feste!

Grazie

Mariavittoria Casarotto

Nives Molena

Timeea Targa

 

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