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Donna

Quando ho capito di esser diventata donna?quando ho smesso di giocare con le bambole o spingermi sull’altalena?
Chi sa forse quando ad un tratto allo specchio mi son vista diversa. Un seno sbocciato nella t-shirt bianca e il sussurro di mia madre una sera, in cucina. Mi disse sorridendo: ricordi ? te ne ho parlato e oggi è arrivato. Mi aveva avvisato mamma, lei che era un po’ più avanti e aveva visto che crescevo, ogni giorno un po’ di più. Poi cominciarono ad accorgersi anche i ragazzi, gli amici no, erano intimoriti alcuni, altri distratti dal pallone e dai loro giochi ignoravano volutamente le ragazze. E poi c’erano i coraggiosi, quelli che si innamoravano di uno sguardo, da lontano. Ma erano quelli tenaci, pronti a tutto. C’era chi si batteva a pugni per avere il privilegio di corteggiare e quindi uscire, con la ragazza del cuore. Si cominciava tra i banchi di scuola, appuntamenti fuori nel cortile e poi se le piacevi lei si faceva accompagnare a casa, ma qualche metro prima, per sicurezza. Le sere d’estate complici e galeotte, le passeggiate estenuanti nel corso cittadino, le amiche quelle vere che ti coprivano, i genitori era meglio non sapessero. Le tante volte che alle feste ci si teneva la mano, nascevano i primi teneri amori. Uno poi diventava quello importante, quello che aspettavi, quello che ti aveva scelto e tu avevi scelto , in virtù di quell’alchimia speciale che vi ha fatto innamorare. C’è sempre una sera d’estate e un lampione, c’è sempre una panchina dove seduti battono all’unisono quei due giovani cuori.
Magia dell’amore, un dolce incantesimo , forse una volta e mai più.

Pubblicato inAmore

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