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Donna al mare

Lei era distesa al sole con gli occhi chiusi ed il viso rilassato.
Lui la guardava in silenzio quasi incantato.

Gli sembrava perfetta.

La pelle liscia come la seta. Neppure una ruga o un filo di smagliatura spuntava dall’abbronzatura ancora accennata ma omogenea. Le gambe ben tornite ed affusolate alla caviglia sembravano essere state modellate apposta per il suo corpo esile e perfette per i suoi piedi, ornati appena di smalto rosso. I seni spuntavano come due piccole dune modellate dal vento ed avevano lo stesso colore leggermente brunito della sabbia. Per un attimo immaginò di prenderli in mano, stringerli appena nei pugni e poi guardarli mentre scivolavano via trasportati dal vento come faceva da bambino con la sabbia. L’uomo che era diventato rispose ai suoi pensieri che invece li avrebbe baciati e carezzati sfiorandoli appena.

Più di ogni cosa lo colpiva ogni volta il suo sorriso. Grande, aperto come quando si osserva la meraviglia del mondo.
Sarebbe rimasto così fermo a guardarla per un giorno intero.
Avrebbe voluto essere un pittore per poterla disegnare ma sapeva farlo solo con le parole.

Quel sorriso gli donava pace.

Di tutte le donne che aveva incontrato lei aveva qualcosa di diverso che non riusciva a comprendere. Un fascino intrigante che volte gli sembrava complice ed altre scostante.

Un’eleganza antica che nessun altra portava così bene.

Nonostante la sua calma apparente, la sua precisione e l’accuratezza per ogni dettaglio, il suo essere garbata e mai fuori posto non soltanto nei capelli qualcosa gli faceva pensare che avrebbe voluto invece guardarsi allo specchio per una volta tutta spettinata, con il trucco sciolto sul viso ed una maglia addosso strappata, stropicciata d’amore e puzzolente di vino.

Che avrebbe voluto voluto svegliarsi all’alba con la sabbia appiccicata al corpo ed il rumore del mare in testa, in faccia, addosso e non riconoscersi allo specchio.

Che avrebbe voluto per una volta urlare a squarciagola alla vita la sua rabbia ed il suo amore insieme e che avrebbe voluto piangere e ridere per una notte intera e svegliarsi all’alba stanca, esausta, sfinita senza paura di mostrarsi inerme, nuda nell’anima e finalmente felice.

Da: Storie di donne

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