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‘ Donna Nina

Di Lei mi ricordo in modo singolare; un punto nero in fondo a quel vicolo stretto dove c’ era la sua casa.

Si alzava la mattina presto, si faceva la croce e usciva subito a dare un occhiata alla strada; ripeteva la stessa cosa per più volte al giono, senza stancarsi mai.

Aspettava suo figlio, partito a diciasette anni per la guerra e mai più tornato.

“E’ disperso” diceva Lei, “non è morto e tornerà a casa”

Lo aspettò per tutta la sua vita, persa in quella folle speranza che sarebbe tornato da Lei.

Da quella strada erano partiti in due, entrambi giovani e spaventati; loro che non avevano mai attraversato lo stretto di Messina, furono catapultati nell’ inferno di ghiaccio della campagna di Russia; in prima linea.

Solo Giacomo tornò, distrutto nel fisico e nel carattere; divenne chiuso, taciturno e della guerra non ne voleva sentir parlare ma con ‘donna Nina ne parlava; nei loro lunghi incontri, Lei lo tempestava di domande e lui, pietosamente, le raccontava di suo figlio.

Fu lui che le raccontò come si trovarono spauriti, con un fucile ghiacciato in mano a dover correre all’ assalto dei tedeschi. Lo fecero tenendosi per mano, cercando di infondersi coraggio uno con l’ altro. Corsero col cuore in gola, spaventati ed eccitati dal frastuono della mitragliatrice e dai colpi sordi dei cannoni, poi…si persero!

Giacomo lo cercò disperato ma non ci si poteva fermare ne’ tornare indietro e la sua guerra continuò, segnandolo per sempre.

Lei lo ascoltava e cercava di cogliere ogni dettaglio, ogni sfumatura nell’ espressione di quel viso straziato dal dolore poi tornava alla sua cocciuta speranza.

‘Donna Nina ha trascorso la vita aspettando, risparmiando soldini perchè voleva fasteggiare quel ritorno sognato e la sua storia tenera e disperata mi ha sempre affascinata e commossa.

Quel puntino nero in fondo al vicolo è stato un simbolo per tante donne che la conoscevano, di amore materno, di forza e tenacia

nell’immagine: foto di Fulvio Mantoan 

Published inAmore

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