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E ancora un’altra estate è finita

Sono giorni che, quando guardo fuori dalla finestra vedo che tutto sta poco a poco, inesorabilmente cambiando. I colori della natura stanno già modificandosi, la luce del sole ha un’altra intensità, fa buio prima, l’aria è tersa.

Piu invecchio e più mi pare che l’estate finisca sempre prima.

Niente più giornate lunghe, niente più libri letti in terrazza al mattino presto, quando l’aria è ancora fresca, e io mi godo il primo caffè della giornata, avvolta da uno silenzio quasi surreale che aleggia per tutta casa. Niente più sole cocente, vestiti colorati, lenzuola leggere e persiane abbassate durante il giorno per impedire al sole – e al caldo – di entrare.

Sembra come che tutto sia finito in un lampo: un po’ come quei momenti che aspetti con tanta ansia e poi, quando finalmente arrivano, ecco che in un batter d’ali ..se ne sono già volati via!

Per portare fuori i miei cani alla sera, ho già dovuto tirare fuori le mie scarpe da ginnastica, qualche maglione di cotone e pure la giacca a vento!

Magari tra qualche giorno tornerà ancora un po’ di caldo… O forse questo è già l’inizio di un altro lungo inverno.

Non so perché, ma l’inverno mi mette da sempre tristezza. E’ come se, in qualche modo, mi scivolasse addosso un’ondata di malinconia, insieme ad un torpore da letargo senza sogni.

L’inverno ha, come dire, il sapore di tutte quelle cose che mi sono sfuggite di mano, anche se erano lì, a due passi da me.

Pare che il volgere delle stagioni conduca sempre la mente umana ad elaborare delle riflessioni.

E nelle mie riflessioni, questa estate è stata una bella estate, niente di speciale ma neppure niente di brutto. A momenti rilassante, altre volte frenetica.

Partenze, ritorni, valige, panni da lavare, pranzi e cene da preparare, figlie che vanno, figlie che restano, genitori di cui avere cura…insomma, un’estate in famiglia.

Eppure io, questa estate l’ho amata, esattamente come ho amato tutte quelle passate, anche quelle davvero brutte, quelle che per anni ho dovuto trascorso in ospedale accanto a mia figlia che era malata.

In cuor mio, so già che, anche questa estate, bella o brutta che sia stata, diventerà parte di miei ricordi, esattamente come tutte le altre, esattamente come quelle che ho gradito vivere oppure che ho disperatamente cercato di dimenticare nella memoria.

E gli anni? Ah, quelli si che passano in fretta…. proprio come l’estate! La stagione che sembra essere la più fugace di tutte.

Un bel giorno mi volgerò indietro e penserò che, in fondo, anche quest’estate ha fatto parte degli gli anni migliori della mia vita, sebbene io ormai non essendo più tanto giovane, al momento, non ritengo sia esattamente proprio cosi …

È tutto un poco strano insomma, ma, del resto, è proprio in questa vita terrena che viviamo che ciascuno di noi cerca disperatamente di fare tanto e poi ,s e guardiamo bene, quel tanto che riusciamo a combinare è spesso davvero poca cosa rispetto al grande disegno dell’ universo, rispetto a quello che avremmo pensato di fare dal principio, quando eravamo giovani: e cosi, adesso che siamo “ grandi”, ci ritroviamo a stringere poco e niente tra le mani.

Ma una cosa è certa; ci restano i sogni, quelli che si fanno ad occhi aperti ad ogni età, magari anche quelli che ci concediamo appisolandoci nei pomeriggi estivi, trovando refrigerio dal caldo torrido, nel nostro angolino “del relax”: allora le nostre menti vagano un poco in ogni direzione, passata o futura, finalmente libere dagli impegni pressanti di tutti i giorni del resto dell’anno e sognano!

Non sono forse questi i sogni migliori?

E allora, teniamoceli stretti questi sogni, facciamone tesoro almeno fino alla prossima estate, poi…,come diceva sempre il mio amato nonno, “chi vivrà, vedrà !».

Un ‘altra estate è finita. Benvenuto autunno.

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Published inSogni
  1. Caterina Benigno Caterina Benigno

    Semplici parole per riassumere episodi, emozioni e riflessioni sulla stagione appena conclusa e sulla sensazione di un costante accorciarsi del tempo man mano che si cresce.
    Non c’ è una storia, un intreccio intrigante ma la narrazione riesce ad interessare e a coinvolgere perchè chi legge vi si ritrova, come se ne fosse l’autore.
    Complimenti a Barbara Chiarini

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