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E’ già volata via

Si increspa con andamento ondivago e si attorciglia su se stesso questo pensiero, fisso e stanco.
Se potessi salutarlo e dirgli addio, come alle cime dei monti andando verso la valle o ai fiumi quando raggiungono il mare.
Ma ecco che non c’è linea che delimiti un percorso o un orizzonte da raggiungere.
Solo si confondono le parole, e i lamenti si perdono nello spazio angusto di questo misero universo che mi circonda.

Per fortuna posso toccare le tue mani, grandi, calde al tocco, placide nella furia che mi investe.
Osservo smaniosa la bufera, sorte che ci tocca, per capirne il senso, poterla svuotare di memoria e cancellarne ogni impronta.
Ma non ci riesco.
Mi scopro labile, indifesa, sebbene non assuefatta, e quindi vulnerabile.
Una ferita cosparge la mia pelle, che ormai odora di petali sfioriti e di città antiche, introvabili, scomparse.

Per fortuna posso baciare le tue mani, che invece profumano di venti estranei e fortunati.
Arriva così uno strano alito di lontane e recondite atmosfere, capaci di una felicità innata e spontanea.

Per fortuna, una tortora si posa sulla ruggine del davanzale, mansueta e mite.

Ma è già volata via…

Nella foto: immagine dal web.

Pubblicato inSogni

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