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E la sera giocavamo a nascondino…

E la sera giocavamo a nascondino…
L’ultimo raggio di sole dava una mano di giallo sulle pareti scrostate. Era un casolare in mezzo alle ville e ai palazzi nuovi, ultimo rimasto di un tempo rurale.
C’erano alberi e piante e l’aia davanti la casa, disseminata di attrezzi. Di sera i grandi trascinavano le sedie di ferro e tra nuvole di fumo e caffè si attardavano , silenzi brevi e parole, accalorate discussioni.Maria aveva uno sguardo di velluto, timida e languente con i suoi capelli fuori moda e l’abitudine a portare abiti longuette. Rita labbra carnose e occhi neri caldi come quelle notti d’estate, era viva, sensuale mentre accennava passi di danza , a piedi nudi passava tra le sorelle invitandole a seguirle. La piccola Tina felice le ruzzolava incontro, ancheggiando come una grande e facendo svolazzare l’abitino bianco. Senza musica, ma con le cicale e la loro orchestra di grilli , l’estate è il vento tra le imposte socchiuse, i baci rubati nell’ombra dietro il casolare. Resta ancora un po’… torno domani, promesso… sussurrano le foglie mentre si abbracciano.

Pubblicato inAmore

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