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Felicità

Nel mio cuor dubitoso
sento bene una voce che mi dice:
“Veramente potresti essere felice”.
Lo potrei, ma non oso.
U. Saba

A pancia in su distesa su un mare d’erba mi sono persa in un cielo azzurro, talmente azzurro che ho pensato di non averne mai visto uno così.
Sono stata felice.
Accanto alle persone che amo, i miei figli, la mia naturale prosecuzione in questa vita che tanto mi ha tolto e altrettanto mi ha dato.
Sono sempre felice.
Sulla vetta di un passo dell’Appennino tosco emiliano, in una calda mattina di giugno quando tutto sembrava perduto e invece stava iniziando.
Ho assaporato la felicità.
Da bambina quando tutto mi sembrava possibile, i sogni realizzabili, i desideri possibili e le mete tangibili.
Ho sognato di essere felice.
E potrei continuare all’infinito, perdermi nei meandri della memoria e andare a caccia di ricordi.
Quando ti chiedono cos’è la felicità, spesso non sai rispondere, hai bisogno di pensarci.
Quando ti chiedono se sei felice ti devi fermare per un attimo e riflettere sulla risposta da dare per non essere frettolosa, banale o anche bugiarda e liquidare una domanda che non ha un’unica risposta nel giro di un nanosecondo.
Non so cosa sia la felicità, certo, esiste il dizionario da cui prendere il significato esatto e da lì partire per capire se questo stato d’animo mi appartiene, se mi ha mai attraversato o se mi è sconosciuta.
Il grande Totò diceva che la felicità sta tutta negli attimi di dimenticanza e un po’ aveva ragione.
Ti devi dimenticare della felicità, non la devi rincorrere, non la devi aspettare, non devi esserne soggiogata e non ti devi mai assuefare.
Io so solo che quando ho smesso di riempire il tempo ho cominciato a essere felice, oggi credo di esserne abbastanza consapevole. Niente più programmi, tabelle di marcia, impegni da rispettare, pianificazioni a lungo termine, obiettivi fissati in un ipotetico futuro che non si sarebbe mai presentato come aveva promesso. Così ho smesso di pensare troppo a ciò che poteva essere e ho cominciato a concentrarmi sul mio presente, sul mio e su quello di chi mi sta vicino. Ho cominciato a dare tempo e spazio all’istante, a viverlo pienamente e oggi posso dire di essere felice nelle piccole cose, anche banali a volte, che mi accadono in modo naturale. Perché chi dice di essere felice delle grandi cose mente spudoratamente.
È nelle piccole cose che si cela la felicità: un sorriso, un abbraccio inaspettato, una parola detta al momento giusto, uno sguardo complice, un piatto gustoso, un buon bicchiere di vino assaporato lentamente, un film che ti sferza il viso con le sue verità crudeli o le note di una canzone a cui sei affezionata e che ti portano altrove.
Chi dice che la felicità non esiste non sa quanto sia a portata di mano questo strano miscuglio di emozioni e di soluzioni inaspettate. Perché sono proprio queste che ti svelano la parte migliore di te, quella che nemmeno tu conosci, quella che non vedi mai. E non bisogna averne paura.
Certo dura poco, appena la assapori è già quasi svanita e cominci a vivere in un ricordo che paralizza. Resti ferma per paura, non riesci a rinunciare all’ebbrezza che stordisce e fa scoppiare il cuore. Fermeresti il tempo per non andare avanti ma non si può vivere in un loop.
E allora abbiamo un grande potere che non è quello di replicarla per non essere affranti dalla sua mancanza ma quello di ringraziare sempre chi ce l’ha donata, essere umano o forza superiore. A ognuno la sua scelta.

Pubblicato inGenerale

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