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Felicità

Ricordo, come fosse ora, il primo momento di felicità dopo una infanzia e una adolescenza da riporre in quella cesta degli oggetti da portare al macero.

Era d’estate e grazie ai permessi ottenuti con richieste lacrimevoli indirizzate al proprietario dell’omonima villa Lauro a Posillipo, con due amici frequentammo uno dei punti più incantevoli della costa dove conobbi una ragazza splendida che mi procurò uno stato emotivo mai conosciuto prima, una condizione di profondo benessere che maturai nei giorni successivi e che ancora oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, è parte integrante della mia vita.

Ieri sulla costa posillipina e due anni fa in piena pandemia – aprire la porta di casa e trovare mia figlia Flavia e i nipoti Nicholas e Isabel per i miei 70 anni – quella stessa condizione di benessere intrisa, anni dopo, di lacrime di gioia; commozione e lacrime, espressione massima della felicità che già rivivo mentre scrivo pensando ai giorni ormai prossimi, dopo dodici ore di volo e i minuti interminabili di un atterraggio che pare faccia apposta per durare a lungo, e rivederli un po’ più cresciuti venirti incontro donandoti momenti preziosi di quella felicità che appare sempre troppo breve.

Sono stato fortunato nel percorso della mia vita, ho incrociato belle persone, alcune straordinarie, evitando sempre quelle che mi procuravano uno stato di negatività, di pessimismo ma anche per queste ultime ho cercato sempre di essere quanto più possibile tollerante, per condividere quello che ho sempre ritenuto uno stato di disagio purtroppo trasmissibile e nemico acerrimo della felicità.

Momenti di straordinaria amicizia e felicità straformatesi in ordinaria condizione di vita, una delle tante espressioni dell’amore, condizione indispensabile per toccare con mano quella felicità possibile che basta volere, che a volte si presenta nei modi più imprevedibili e che bisogna saperla trattenere, afferrarla e viverla.
“Ha incontrato la felicità e ne ha trattenuta tutta quella umanamente possibile” questo mi piacerebbe dicessero di me quanti mi hanno conosciuto o magari come epitaffio su una lapide di una tomba che non avrò mai.

nella foto dal web Villa Lauro

Pubblicato inAmore

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