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Felicità

Quando siete felici, fateci caso

Kurt Vonnegut

 

Quel giorno ero felice.

Per me la felicità è uno stato di grazia. Dura tanto da farmene accorgere e rimanere dentro nel tempo: tutto il mio corpo ne è inebriato e sento distintamente un tremore che mi attraversa.

L’ultima volta che sono stato felice, tanto da farci caso e ricordarmelo adesso solo rivedendo la fotografia è il giorno in cui è stata scattata.

Era il 20 aprile di quest’anno, eravamo a Stromboli, tutti e quattro sulla spiaggia di Piscità sferzata da un vento da Est, sostenuto ma non sgradevole, il forte odore di mare mi penetrava aprendo i polmoni, tutti i pori della pelle e il cuore.

Tutto mi sembrava bello ed in equilibrio dentro e fuori di me, non mancava nulla e niente offuscava quello stato di grazia di quei giorni, di amore e di ringraziamento.

C’era tutto quello che amo: il mare d’inverno, la spiaggia desolata, la donna più bella del mondo fra le mie braccia, i nostri piccoli gioielli intente a lavorare con la sabbia, il senso di immenso che la natura selvaggia ti racconta, avvicinandoti a Dio.

Ed avevo indossato la mia scazzetta, del colore che amo: quello della passione, dell’amore e del cuore, che batte a sinistra.

Mi ci aveva portato Lei.

Con la sua ostinazione e con il suo amore assoluto, senza confini e senza ragione, duro come la pietra, insensibile alla saggezza che non avrebbe scelto per Lei un amore segnato dal trascorrere inesorabile del tempo.

Ecco: la felicità è uno stato di grazia fuori dallo scorrere inesorabile del tempo.

Certo anch’io vivo piccoli momenti che mi spruzzano addosso quella polvere luminosa che si vede nei film di maghi per bambini. Quando incontro gli occhi delle mie figlie che brillano e sprizzano luce, quando Lei torna dal lavoro e mi viene ad abbracciare gioiosa, quando parlo con il mio amico del libro che abbiamo letto insieme e ci infervoriamo a parlare di questo e quell’episodio, ci raccontiamo le sensazioni che abbiamo provato leggendolo e scopriamo che sono identiche e ci entusiasmiamo. E siamo entrambi felici perché non ci sentiamo più monadi sperdute fra altre monadi terrorizzate in questo tempo grigio con le nuvole plumbee che si avvicinano, ma almeno per un momento, in quel preciso momento, siamo guerrieri pronti a combattere e prendere in mano un futuro ipotetico. E come i bambini ci ripetiamo le pagine del libro che ci ha uniti e le vicende dei due protagonisti – Alvaro e Raquel – che sono entrati nelle nostre vite. E indossiamo il loro coraggio per attraversare la gente mascherata dall’angoscia per l’incertezza per il domani.

Ma c’è un sintomo certo che distingue il mio stato di grazia in compagnia della felicità. Come afferma mia moglie: divento stupido. Rido per nulla, faccio battute idiote, bacio e abbraccio i miei tesori, metto la musica a tutto volume e grido.

C’era un tempo in cui gridavo anche per strada. Un urlo secco, isolato, ad alto volume continuando a camminare indifferente. Verena, mia figlia, quando intuiva che stava per arrivare l’urlo, mi sussurrava stringendomi il braccio: dai no! adesso no, ti prego.

C’era un tempo nel quale quello stato di grazia durava. Era il tempo della militanza e del “mo che il tempo si avvicina” e al posto dell’odore del mare c’era nell’aria la voglia di cambiare tutto.

Adesso tutti noi abbiamo bisogno di persone felici, che riprendano a sorridere e che smettano di mascherarsi, di parlare di contagi e di guerra, di avere paura, che spengano la televisione e che non comprino più giornali, che vogliano sentire la gioia del contatto ed il rumore dell’allegria: perché la felicità può passare dall’uno all’altro, può essere messa in comune, può coinvolgere tanto di più della paura.

La felicità è una scelta. La felicità richiede un duro lavoro, fatto di decisioni e di certezze. La felicità è di chi vuole vivere una vita intera e non solo un assaggio di vita.

Come me

 

 

 

Pubblicato inGenerale

2 Commenti

  1. Antonio Salzano Antonio Salzano

    La felicità è contagiosa.
    Grazie

  2. Iaia Iaia

    Ha ragione Antonio, bella e coinvolgente la tua nota sulla felicità! La fa sembrare facile, a portata di mano e di cuore. Anche se sappiamo tutte e tutti che è molto più complicato di così e, paradossalmente, nei casi migliori è proprio il tempo (quello che scorre inesorabile) che ci rende abili alla felicità, dandoci occhi e cervello per trovarla dissimulata nella quotidianità.

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