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Fermare il tempo

La prima volta che la vidi profumava di mare e splendeva come il sole. Era primavera inoltrata o l’inizio dell’estate.
Ci conoscevamo ormai da un anno e non c’eravamo mai incontrati. Percepimmo a pelle un’attrazione reciproca che sapevamo entrambi essere incontrollabile.
Lei era irremovibile, inarrestabile, instancabile.
Nella città in cui abitava ricopriva un ruolo importante ed era molto nota. Mi sembrava impossibile che quella donna fosse attratta da me. Aveva il sorriso sempre acceso ed una vitalità incredibile. L’ultimo suo gesto mi fece prendere un aereo ed un treno per incontrarla. Venne a prendermi alla stazione in motorino. Il vento le faceva volare i capelli. Io la stringevo di spalle e respiravo il suo profumo e l’odore del mare.
Mi aveva prenotato un residence albergo molto esclusivo e riservato. Ci ritrovammo caduti addosso io sui suoi capelli e lei sulla mia pelle. Eravamo un groviglio di corpi, di mani, di gambe. I baci erano intensi ed avevano il sapore delle nostre intimità. I suoi seni profumavano di donna e di madre. Erano rigogliosi e duri e si offrivano alle mie labbra ed alle mie mani veementi ed insaziabili. Non eravamo mai sazi entrambi.

Avevo poco più di 30 anni lei tre meno di me . Rimasi solo per un breve week end dal Venerdì alla Domenica.
Non riuscivamo a toglierci dalla testa. Progettavamo sempre un modo per incontrarci ed era sempre più bello, più coinvolgente farci l’amore. Si, ci facevamo l’amore.
Eravamo amanti. Sapevamo entrambi che non avremmo mai potuto essere altro. Era questo inconsciamente il motivo per cui non volevo incontrarla. Ma accadde.
Avevamo perso la testa. Non avevamo più pace.
Io trascuravo il lavoro lei la sua famiglia. All’epoca dirigevo un ufficio per conto di una compagnia internazionale.
Tutti i week end che riuscivamo a liberarci ci incontravamo.
Erano giorni e notti colme di passione. Facevamo l’amore per ore intere. I nostri corpi erano sempre in movimento. Il desiderio inarrestabile. La frenesia con cui ci toccavamo, ci baciavamo e ci amavamo era senza eguali.

Trascorremmo una sola estate insieme. Facemmo l’amore in pineta, in tenda, in mare, in auto con il caldo di Agosto sempre nascosti come se fossimo due ladri.
Lo Scoglio del Pirata fu nostro complice insieme alla luna, alle stelle, ai sorrisi di chi aveva capito tutto e ci invidiava tacendo.
La sera in cui me ne andai sapevo in cuor mio che quella era l’unica ed ultima estate che avremmo vissuto. Lasciai al capo animatore del villaggio una mia poesia chiedendogli di declamarla al mio posto e poi mi raccontò che insieme a lei piansero tutti
Sebbene i nostri incontri iniziarono a diradare non smettevamo di volerci, di amarci e desiderarci come il primo giorno. Facemmo un’altra breve vacanza insieme in Riviera poco prima della primavera. Il mare non era bello come il suo o come il mio ma eravamo liberi e lontani dalle nostre vite, in una città dove nessuno ci conosceva. Dopo aver fatto l’amore per un intero pomeriggio, strappandoci a morsi e baci, avvinghiati e sfiniti restammo a giacere sul letto. Ci svegliammo abbracciati, ridendo, a notte inoltrata. Chiamammo un taxi per cercare qualcosa da mangiare. Ci baciavamo alle spalle del taxista, ci toccavamo come ragazzini ridendo senza ritegno.

Poco prima dell’arrivo dell’estate venne a trovarmi lei. Si inventò una scusa per raggiungermi. Poteva stare un giorno soltanto. Andammo alla mia casa al mare e facemmo l’amore.
Ci spogliavamo sul letto un pezzo alla volta. Ci inventavamo sempre un modo diverso per stringerci, per volerci senza sosta, senza tregua. I nostri corpi ansimanti e sudati ci scivolavano addosso e noi incuranti dei vicini urlavamo a squarciagola. Quel giorno la videro tutti i miei amici e le persone a me vicine. Dopo cena andammo a dormire. Ci sentivamo stanchi e malinconici. Quella sera facemmo l’amore in maniera diversa. Di soli baci e carezze calme. Poi chiudemmo gli occhi e facendo un grosso respiro decidemmo di restare con gli occhi chiusi; nudi, immobili, tenendoci per mano. Volevamo fare un esperimento:
Fermare il tempo.
Ci siamo riusciti.
Ci siamo lasciati.

Pubblicato inAmore

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