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Figlia di N.N

una storia vera

Tutte le volte che guardava quelle due lettere sulla sua carta d’identità Maria stava male. Un dolore cupo le stringeva il petto e spesso, nei suoi sogni si era vista in braccio a una figura senza volto che lei immaginava come fosse sua madre. Era nata Nel ‘36, in piena dittatura fascista. I bambini che erano stati lasciati presso “La sacra rota” erano stipati nei brefotrofi e solo i più fortunati avevano la possibilità di essere adottati. Quante volte Maria si trovò in fila con altri bambini prima che una coppia scegliesse proprio lei? Quando avvenne provò un senso di gioia, ora non sarebbe stata costretta a stare ore e ore a letto, non avrebbe più sentito il pianto degli altri bambini che faticavano ad addormentarsi e avrebbe mangiato fino a saziarsi. L’Italia era povera e prevalentemente contadina ma i brefotrofi erano tanti e brulicavano di bambini.
La vestirono a festa e lei, a quattro anni, indosso per la prima volta un paio di scarpette nere di pelle lucida e un cappottino rosso. Per lei fu la felicità! Prima di uscire con i suoi nuovissimi genitori una suora si avvicinò a lei, e con un gesto svelto le mise al collo una collana molto bella con un ciondolo colorato, un cammeo bellissimo.
Istintivamente Maria lo strinse nel pugno, poi uscì per mano alla sua mamma, in una splendida giornata di sole.
A sedici anni Maria sentì il bisogno di fare domande, quelle iniziali avevano un significato che lei non conosceva e suo padre, con tanto imbarazzo, cercò di spiegarle cosa rappresentassero.
Ancora una volta la sua mano si strinse sul cammeo.
A vent’anni s’innamorò e i suoi occhi azzurri cominciarono a brillare. Fu in questo periodo di grande serenità che avvenne l’incidente. In uno scontro frontale con un grosso mezzo militare i genitori di Maria persero la vita e lei si ritrovò sola e disperata. Per fortuna una sorella della madre, vedova e benestante, intervenne e adottò Maria. Ancora una volta la ragazza si trovò a stringere quel medaglione di cui ignorava la provenienza. Un giorno una vicina che le voleva bene e conosceva la sua storia, cercò di consolarla dicendole che era, senza dubbio, la figlia di una persona nobile. Chi altri si poteva permettere di donare a una trovatella un gioiello così bello? La fantasia di Maria si scatenò, sognò belle case, mobili favolosi e vestiti eleganti ma la realtà era ben diversa. Lei era solo una ragazza adottata per ben due volte e la vecchia zia, pur amandola, era avanti con gli anni e molto stanca. Maria e il suo ragazzo decisero di sposarsi e i vicini si diedero da fare per rendere quel giorno memorabile. Mentre la funzione religiosa si stava svolgendo una musica bellissima si propagò per l’alta navata della chiesa; una donna si era seduta all’organo e stava suonando per i due sposi. Maria pensò al buon prete che le regalava quella emozione non prevista ma quando arrivarono i fiori capì che qualcosa di strano stava accadendo. La musica si fermò e la signora che prima suonava l’organo si diresse verso di lei. Aveva al collo la stessa collana con un cammeo diverso. Era davvero nobile la mamma di Maria e Aveva i suoi stessi occhi.
Quella bambina, avuta troppo presto, le era stata sottratta dai genitori e portata nel brefotrofio. In punto di morte suo padre le aveva confessato tutto e lei, disperatamente, aveva cercato quella bambina, quella collana così simile alla sua.
Come in una favola, Maria si ritrovò figlia, mai più N.N, figlia legittima e amata.
Ho conosciuto Maria, è stata lei a raccontarmi questa storia, i suoi tre figli sono stati amici dei miei fratelli e lei ha abitato nella mia stessa città.
Per motivi di Privacy ho cambiato il nome e non ho svelato alcuni particolari ma questa è una storia vera.

nella foto: la ruota degli esposti

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Published inSogni

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