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Figlia

“Il Patrimunus, il dono paterno, è quello di trasmettere l’eredità

– materiale ma ancor di più morale, spirituale, valoriale.

Attraverso il “patrimonio” passa un riconoscimento

che offre senso di appartenenza, che attribuisce ordine e senso.

Il padre è colui che spinge avanti.

Solo se si è riconosciuti, se si è colti per ciò che si è,

si può costruire in modo solido ciò che si è,

che si desidera essere, che crea ordine e legge”

appunti di Psicologia della Famiglia, 2018

Durante quella lezione, ricordo che ti pensai forte.

Colui che spinge avanti. La prima eredità che mi ricordo, è un tuffo in mare.

La prima spinta in avanti.

Poi De Andrè che considero un’eredità, spirituale, valoriale, inestimabile.

Il divano che ci ha accolti mentre mi facevi vedere un film, le mele cha hai sbucciato, gli spicchi che mi hai passato.

I viaggi insieme, quelli in due, quelli in tanti.

Le volte che mi hai riconosciuta come simile.

Quelle in cui la similitudine era un punto di contatto, ma soprattutto le volte in cui era un ostacolo, che noi abbiamo superato, spogliando gesti e parole per cogliere il senso – sempre un richiamo d’amore.

Queste sono le eredità materiali sebbene astratte, che dentro di loro descrivono e rappresentano il nostro rapporto e la tua eredità.

Dentro di me risuonano alcune tue frasi, rimbombano, letteralmente esatte, o come me le ricordo, altre riassunte in concetti, in scene di film.

La tua eredità è per me traducibile in parole.

Un milione di parole, di frasi, di ragionamenti, di provocazioni, di consigli.

E dopo anni di orgoglio e litigi, l’ultima volta mi hai di nuovo sorpresa, mostrandomi la voglia di disinnescare.

Il riconoscimento che mi hai dato negli anni me l’hai fatto sudare, non mentirò solo perché è il tuo compleanno.

Però poi è arrivato forte, scaldandomi il cuore, so che anche se sei incontentabile, ti basta che Io sia felice.

So che se un giorno dovessi trovarmi nei guai, mi diresti apertamente quanto sono stata stupida, mentre falsifichi le carte per farmi scappare.

So che anche chi è abituato a girovagare, si ferma se trova un amore tanto grande da non farti dormire se non hai la mano appoggiata alla sua testa (e non torni a Roma se non trovi delle scarpe rosse).

E comunque, una delle mie cose preferite, oltre ai discorsi, i film, la musica, le mele e gli abbracci, è farti ridere.

dedica scritta sulla prima di copertina del libro “il mio nome è rosso” di Orhan Pamuk

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Published inAmore
  1. Nadia Nadia

    Un pieno di emozioni, asciutte, intense. Un regalo stupendo.. ❤️

  2. Armando Felice Nocera Armando Felice Nocera

    Che meraviglia di Figlia

  3. Antonio Salzano Antonio Salzano

    Amore,null’altro che Amore
    Una meravigliosa figlia

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