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Fiori sul muro

C’erano due piccoli fiori in boccio, protetti, curati, nutriti dalla stessé braccia, in grembo alla madre , le sue creature. Una madre non preferisce l’una all’altra ama incondizionatamente quei frutti immaturi del suo albero.
Poi passa il tempo, l’albero fa cadere i suoi fiori colorati , vistosi che esplodono di vitalità. Sono fiori a volte molto simili, ma tanto diversi. Hanno nutrito le radici della stessa fertile terra, ma sono comunque unici, rigogliosi, orgogliosi, spontanei o timide corolle. Come fiori le persone si mescolano tra di loro ed imparano a vivere e a sopravvivere. La timida corolla comincia a sollevare la testa, apprende osservando, per andare avanti lascia un po’ di pezzi di se per strada. La timida corolla rinforza le sue scuciture, si ripara dalle correnti, chiude un po’ di più l’uscio del cuore. Quel bel fiore che gli cresceva accanto, si è col tempo inaridito, piegato dagli eventi, dalla solitudine, ha lasciato passare il vento tra loro. Un vento di parole vane, tante inutili povere e sterili parole. Ne bastava una, una soltanto, quella capace di rompere i ponti, di avvicinare i distanti. Quella parola così grande l’Amore.

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