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Fuggita giovinezza

Della mia fuggita giovinezza ho in serbo
L’iride azzurra e il battito di ciglia.
Avevo un passo veloce di gazzella
Mentre attraversavo la piazza
Volgevo gli occhi ai freschi zampilli
Sgorganti dalle bocche aperte dei delfini
Non mi accorgevo delle carezze
Che lui mi rivolgeva, seppur fanciullo
Scendendo di corsa la scalinata.
Mi veniva alle spalle ed io trasalivo
Scoprendo il rossore delle guance
Era per lui che mi prese amore.

Pubblicato inAmore

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