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Geniale!

“L’amica geniale” di Elena Ferrante è davvero geniale.
Lessi il libro, tutto d’un fiato, quando uscì.
Prima di Natale ne avevo comprato solo i primi due volumi, per capire se potesse piacermi.
Dopo pochi giorni li avevo già conclusi, e non potevo resistere senza andare oltre, alla fine della storia.
Per Natale, dunque, ricevetti gli ultimi due episodi.
Ricordo le strane vacanze, a letto, affetta da un febbrone da cavallo, ma con quelle pagine in mano.
Non esisteva nulla e nessuno, a parte i furiosi colpi di tosse, gli antibiotici… e Lila.
Lila e Lenù, Lenù e Lila.
Quando tifavo per l’una, l’altra si riscattava dal tradimento nei confronti dell’amica, e viceversa.
Chi era la geniale, delle due?
Povere, erano povere entrambe. Con poche possibilità di averla vinta sulla realtà dura, falsa e corrotta.
Vicine e lontane, lontane e vicine. Rivali a volte, gelose.
Eppure, l’unico appiglio, l’unico ramo a cui aggrapparsi, Lila per Elena ed Elena per Lila.
Non c’era qualcun altro all’altezza: all’altezza di una delusione bruciante o di una prova di lealtà esaltante.
Non c’era uomo, genitore, fratello, sorella, amico o amica che potesse eguagliarle.
Perché resistere ad un destino per ciascuna diverso ma che le divorava?

Che il mio cuore batta per Lila, non è importante…

In questo libro c’è tutto.
E il film non è da meno.

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