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Gianna, Gianna, Gianna

Era la disperazione delle sue amiche.

Non si omologava, era spregiudicata, diceva sempre quello che pensava e non aveva nessun timore di esprimere le sue idee.

Negli anni ’70 era, abbastanza, pericoloso e sconveniente ma a lei non importava.

Anche in casa era considerata una ribelle, in quel feudo maschile, una figlia che disobbediva a certi tabù non si era ancora vista ne’ sentita.

Gianna era stata una bambina fuori dai canoni di quel periodo, non si lasciava convincere a fare cose che non voleva fare, pretendeva di essere trattata alla pari dei suoi fratelli e partecipava ai loro giochi e alle loro risse. Per lei la scuola era una galera e sognava di diventare ministro per cambiarla. Erano grandi i sogni di Gianna come le tasche che voleva nei grembiule neri di allora perché ci doveva mettere di tutto, dal panino bianco che adorava, alla liquirizia della zia, ai mozziconi di matite colorate che le servivano per disegnare caricature.

Crescendo, si fece molte amiche, lei così diversa, era una calamita, non cercava i soliti corteggiatori appiccicosi e questi, scoraggiati, ripiegavano sulle altre.

Luigi fu l’amore di una stagione unica e irripetibile. la conquistò con un libro e lei lo piantò con una frase: – Non siamo compatibili, buona continuazione –

Quando scelse l’uomo giusto, ( lo scelse lei ).

Si preparò le domande da fargli, con estrema cura.

La risposte che lui diede furono convincenti e diventarono inseparabili.

Erano compatibili e innamorati!

Adoro la mia amica Gianna, Siamo inseparabili anche noi due, nonché coetanee.

nell’immagine: Pippi Calzelunghe

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