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Gioiamo ed esultiamo

CONCORSO LETTERARIO QUESTO NATALE 2020

Regolamento. Al termine della lettura della storia, puoi lasciare il tuo giudizio. Vince la storia che riceve più Like. Il concorso termina il giorno di Natale. Il vincitore sarà proclamato il 26 e riceverà in dono tre libri degli autori del Blog

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Il 9 dicembre 1987, all’età di 52 anni, mia madre volava in cielo; come si dice ai bambini.
Non è necessario parlare di Lei perché ognuno di noi, che ha già vissuto questo momento, conserva nel cuore il dipinto più bello di sua madre.
Da allora, però, potete immaginare come ho vissuto i Natali. Sempre con il cuore, la mente e gli occhi alla ricerca di quel volto che ho tanto amato e che tanto mi ha insegnato.
Ma essendo fratello maggiore di tre, divenuto marito di una splendida compagna e padre di uno, due, e anche tre magnifici figli, non ho mai potuto farmi assalire completamente da questa nostalgia.
Ho festeggiato, quindi, nel rispetto delle tradizioni, tutti i Natali che il Signore mi ha donato.
Ma questo Natale, il mio sessantunesimo, lo sento diverso dagli altri e lo voglio vivere nella gioia, nella speranza che quello che sto, stiamo vivendo ci faccia riscoprire il vero senso del Natale.
Quanti Natali ho, abbiamo, vissuto nella gioia mentre tanti altri fratelli, nel mondo, vivevano nella paura, tribolazione, sconforto a causa di guerre, fame, sete, ingiustizie, epidemie.
Oggi che un virus, frutto – a mio parere – della nostra cecità, dei nostri azzardi nei confronti dell’equilibrio ambientale e sociale, è entrato nella nostra vita ci siamo bloccati e desideriamo che questo Natale, se proprio deve venire, passi presto.
No, no.
Voglio cogliere, invece, l’occasione per vivere, davvero, la gioia del Natale; ho, abbiamo tempo, siamo da soli o con i nostri pochi cari, soffermiamoci davanti al Bambino, a Sua Madre e a Suo Padre.
Restiamo in silenzio e tendiamo l’orecchio e il cuore, proviamo ad ascoltare quello che Giuseppe e Maria ci vogliono suggerire per superare la nostra paura.
Loro che hanno provato sgomento quando, in cerca di un posto per far nascere il loro Figliolo, hanno ricevuto solo rifiuti e si sono rifugiati in una grotta.
Lo stesso rifiuto che io, noi, anche nel nostro piccolo, facciamo – ogni giorno – al fratello che incontriamo per strada e che ci chiede un aiuto; lo stesso rifiuto che io, noi, facciamo quando di fronte a violenze, ingiustizie, giriamo il nostro volto dall’altra parte e induriamo il nostro cuore.
Questo Natale, allora, io voglio gioire ed esultare nella speranza che questa paura ci faccia riflettere, rinascere insieme al Bimbo Gesù.
Questo Natale, ci faccia essere uomini diversi, qui ed ora, e riprendere la forza e la determinazione, partendo dalle piccole cose, per realizzare i nostri sogni interrotti.
Ci faccia porre – per quanto ancora possiamo – qualche rimedio a quello che ci siamo dimenticati di realizzare per i nostri figli.
Ritorniamo, per un po’, alle nostre origini: Pastori che accorrono a vedere Gesù e che, come diceva Don Tonino Bello, “…..vegliano nella notte, facendo la guardia al gregge, scrutano l’aurora, Vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono di Dio. Vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi. Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza”.
Buon Natale … di Gioia e di Speranza

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1 commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    La tua gioia e la tua convinzione di credente trasudano dal tuo scritto che è davvero bello, limpido, sereno e illuminato dalle parole finali di Don Tonino Bello. Complimenti Rosario!

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