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Giovane donna

Con urgenza incominciava la giornata, come se qualcosa di importante potesse da un momento all’altro sfuggirle di mano.
Lui la guardava, così eternamente indaffarata e preoccupata, dall’alto della sua calma. Aveva imparato a non prendere troppo sul serio la vita, che da un giorno all’altro gioca brutti scherzi, del tutto imprevedibili. Inutile perciò darsene troppa pena.
Senza fretta, si sedeva alla scrivania, accendeva il pc e si apprestava ad iniziare la solita noiosa routine quotidiana.
Per fortuna però era arrivata lei, giovane, seduta proprio al tavolo di fronte.
Con la coda dell’occhio la osservava: era una ventata d’aria fresca, una primavera, una gioia nascosta e rassicurante.
Mail dal capoufficio, dai clienti, tabelle, preventivi…
Ma cosa ci faceva lì da tanti anni, ad occuparsi di faccende sterili e senz’anima?
Ecco che lei arrivava, a chiergli consigli, a lui più anziano, più esperto.
Cercava di darsi un tono, di sembrare davvero interessato, di darle tutte le informazioni che lei desiderasse.
Era così bello vederla entusiasta, fiera di aver capito, di saper fare, di poter fare.
Un sorriso nuovo stampato sul viso, la mattina davanti allo specchio, all’idea di rivederla in tutta la sua bellezza. Non folgorante né provocante.
Era una questione di simpatia, di occhi luminosi, di strane espressioni, di fossette sulla guance che lui poteva ammirare di nascosto, da dietro uno schermo, senza mostrarsi.
Poi, arrivava la battuta, a rompere il silenzio… E lei rideva a crepapelle, in uno scoppio di energia.
L’ironia non gli era mai mancata. Molte donne l’avevano amata e ne e erano rimaste conquistate. Era la sua arma segreta. Faceva sciogliere, disperdere la tensione.
E così lei ne approfittava. Ormai distratta dal lavoro, si alzava, prendeva le cialde e gli preparava il caffè, da bere insieme.
Avrebbe ben dato chissà che per prolungare il piacere della pausa.
Le mattine nebbiose e uggiose trascorse in ufficio avevano cambiato colore, profumo.
Era il momento del distacco il più temuto.
Alle due, lei indossava il cappotto di lana, svaniva dietro sciarpa e cappello, e lo salutava.
Niente ripensamenti, nessun cedimento. Passo sicuro. Non si voltava a guardarlo.
Lui restava ancora cinque minuti, a sistemare, le diceva.
Magari, forse, sarebbe potuta tornare indietro…

Nell’immagine: Giovane donna di Picasso.

Pubblicato inAmore

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