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CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Renato sbuca fuori dall’ascensore.

Sudato e visibilmente stressato. Al citofono insolitamente mi ha chiesto di portare fuori sul pianerottolo il bombolone di ossigeno da ritirare. Lui arriva con quello carico, carrellino a tre ruote, motore elettrico per fare le scale e carrellino a cinque ruote per spostare il carico sulle superfici lisce.

Ma quando solleva quei settanta chili di O2 e acciaio la fatica è tutta sulla sua schiena.

Decine di consegne al giorno, specie di questi tempi. Non una volta al mese come con me, ma spesso una volta, due a settimana per i malati più gravi, quelli che fanno 3-4 litri di ossigeno al minuto. Malati a rischio, appunto, ma rischiosi anche per Renato che passa da una casa all’altra, da una patologia all’altra, spesso entrando in contatto con chi, un po’ come me, frequenta reparti ospedalieri pure loro a rischio.

Dall’altro ieri tanti Renato d’Italia hanno detto BASTA!

Chiudi di qua, chiudi di là, telelavoro, benefici fiscali a destra e a manca, promesse di finanziamento. 3,6? no 7, alla fine 25 come fossero bruscolini, e qualcuno a giocare al rialzo, come in un’asta.

Tutto giusto, tutto vero.

IO RESTO A CASA.

Ma tanta gente lavora per fare in modo che IO possa restare a casa. Nelle fabbriche, gomito a gomito, nella distribuzione, nella logistica, come si dice da un po’ di tempo. Pare che nessuno si sia occupato di loro. Eppure persino la ragioniera di Francoforte-BCE è costretta ad ammettere che la finanza sì, ma è poi il plusvalore estorto nella produzione quello a contare davvero.

Come che sia, sulla scena mediatica ricompare una cosa che, in realtà, non è mai scomparsa: oddio!

LO SCIOPERO SPONTANEO.

Vogliamo sanificazioni, vogliamo protezioni, vogliamo stare a casa se non siamo indispensabili. Ecco: RESTIAMO A CASA PURE NOI!

E siccome i media risuscitano gli operai, parte la rincorsa, il gioco a chi la spara più grossa.

Chiudere tutto! Come se la produzione fosse una cosa banale, come chiudere un barbiere o l’estetista. Come se non fosse necessario stabilire cosa, dove, per quanto tempo chiudere.

Già, perché semmai per produrre la pasta hai bisogno del metalmeccanico, dell’autotrasportatore, del contadino. E via così per mascherine, respiratori da terapia intensiva, ecc. ecc. ecc.

E poi stabilire, stabilire cosa?

Dovrei dire TRATTARE, trattare sul serio…

Salvini non s’è fatta scappare l’occasione. Qualche voto pure si prende così. Ma ora lui è solo un accessorio, roba di second’ordine.

Il problema nostro è un altro.

C’È QUALCUNO CHE RAPPRESENTI RENATO?!

nell’immagine: Pellizza da Volpedo, Quarto Stato

Pubblicato inGenerale

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